AREZZO – Gli interventi di polizia tributaria svolti dall’inizio dell’anno, nel pieno rispetto delle garanzie previste dallo Statuto dei diritti del contribuente, sono stati 465 ed hanno consentito di:
– proporre a tassazione ai fini dell’imposizione diretta circa 297 milioni di euro (+ 160% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente);
– verbalizzare un’evasione all’I.V.A. per oltre 19 milioni di euro.
Anche in questo semestre, si sono riscontrati molteplici casi di evasione che hanno assunto rilevanza penale: sono stati, infatti, accertati circa 35 reati tributari, la maggioranza dei quali riferibili alle ipotesi di dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione e di emissione di fatture od altri documenti per operazioni inesistenti (previste dal D.Lgs. 74/2000).
È necessario evidenziare come i Reparti del Corpo dedichino un’attenzione crescente all’individuazione delle frodi più gravi, che necessitano di tecniche tipiche della polizia economica e finanziaria, cercando continuamente di affinare la qualità e la fondatezza dei rilievi mossi nei confronti dei contribuenti, evitando in partenza contestazioni dubbie, in modo da aumentare l’efficacia e la deterrenza delle verifiche.
Al riguardo, va sottolineato che anche per il Comando Provinciale di Arezzo il contrasto all’evasione internazionale ed ai paradisi fiscali ha rappresentato una delle priorità operative per l’anno in corso.
Sono stati, infatti, individuati alcuni casi evasivi particolari, quali quello dell’esterovestizione e delle stabili organizzazioni, riconducendo alla tassazione nazionale oltre 124 milioni di euro in materia di II.DD. e circa 9 milioni in materia di IVA evasa.
Risultati di assoluto rilievo che, nel confermare l’insidiosità del fenomeno dell’evasione fiscale internazionale, sono stati conseguiti grazie ad un’intensa attività di coordinamento e di scambio di informazioni con gli Organi collaterali esteri di tutto il mondo.
Sul fronte del sommerso d’azienda, sono stati scoperti 42 tra evasori totali e paratotali, prevalentemente operanti nei settori tessile ed abbigliamento, edile e della lavorazione e commercio di articoli di gioielleria, mentre nel sommerso da lavoro sono stati individuati 73 lavoratori “in nero” e/o irregolari (principalmente nella lavorazione dell’oro e della ristorazione).
In questo settore, è stata posta particolare attenzione nei confronti degli operatori che illecitamente impiegano manodopera al nero e, molto spesso, clandestina.
In tale ambito, 17 sono state le aziende che hanno vista sospesa la propria attività per aver impiegato personale non in regola in misura superiore al 20% del totale dei lavoratori regolarmente assunti, in violazione alla legge 123/2007, oltre che alla violazione delle norme di cui al D.Lgs. 81/2008 per gravi irregolarità sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, con l’individuazione di 7 clandestini, principalmente di nazionalità cinese. Di questi 2 sono stati tratti in arresto.
In materia di controlli in ordine alla regolare emissione di ricevute e scontrini fiscali, le pattuglie di questo Comando Provinciale hanno svolto oltre 2000 controlli, di cui 327 con rilievi (con un’incidenza del 16%).
Nel settore delle accise sono stati sequestrati oltre 800 Kg. di olio lubrificante, detenuto in assenza del prescritto certificato di prevenzione incendi.
Non meno intensa è stata poi l’azione di repressione del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, che vede impegnato il Corpo, quale polizia doganale, sin dalle proprie origini (1774).
Il dispositivo di contrasto ha portato alla denuncia all’A.G. di 13 soggetti (per lo più provenienti dall’Est Europeo), di cui 8 in stato di arresto ed al sequestro di circa 630 kg. di tabacchi lavorati esteri, nonché di 6 automezzi utilizzati nell’ambito dell’illecita attività.
Per quanto attiene la lotta al traffico ed allo spaccio delle sostanze stupefacenti, i finanzieri, anche nell’ambito di una complessa ed articolata indagine sul traffico internazionale di stupefacenti, tuttora in corso, hanno sequestrato circa 6,5 kg di droga, denunciando all’A.G. 12 soggetti, di cui 9 in stato di arresto e segnalato alla locale Prefettura 5 soggetti.
Costante l’attività di controllo nel settore della spesa pubblica nazionale e comunitaria, finalizzata a contrastare le frodi e le distrazioni illecite di denaro pubblico.
In questo scenario, la proficua collaborazione con la Corte dei Conti ha portato a denunciare danni erariali per oltre 190 mila euro ed a segnalare 12 responsabili alla Magistratura contabile.
Altra attività che richiede particolare impegno da parte del Corpo è quella svolta nel settore delle prestazioni sociali agevolate, dove, a seguito di 61 interventi, sono stati individuati ben 13 illecite condotte, per aver richiesto ed ottenuto indebite percezioni di erogazioni di contributi da parte degli Enti locali.
Relativamente, invece, ai reati contro la Pubblica Amministrazione è stato individuato e denunciato all’Autorità Giudiziaria un soggetto, per esercizio abusivo della professione medica, in quanto svolgeva l’attività di audio-vestibologo senza aver conseguito la laurea in medicina e chirurgia.
Le investigazioni antiriciclaggio hanno permesso di segnalare agli Uffici competenti 8 soggetti per aver omesso registrazioni nell’Archivio Unico Informatico di operazioni finanziarie ed aver effettuato transazioni superiori al limite consentito.
Nell’ambito, invece, dei servizi a tutela degli strumenti di pagamento ed a contrasto del falso nummario, si segnala, nell’ambito della collaborazione con la Banca d’Italia, il sequestro di 1.160 banconote false per un controvalore di oltre 40 mila euro.
E’ proseguita con il massimo impegno anche l’attività a tutela dei diritti d’autore, dei marchi di fabbrica e della proprietà industriale, con particolare attenzione alla falsificazione dei prodotti made in Italy ed alla tutela della sicurezza dei consumatori.
Sono stati sequestrati circa 89 mila articoli merceologici falsificati e/o privi dei requisiti di legge, denunciando 26 soggetti all’A.G. e 2 alle competenti Autorità amministrative.
Altro comparto che per la sua importanza viene tenuto in costante evidenza è quello della tutela dell’ambiente: gli interventi operativi hanno consentito di denunciare 7 soggetti per violazione al Decreto Legislativo n. 152/2006 e sequestrare 5 aree (per circa 11.500 metri quadrati) e oltre 1540 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi.
Nel settore del codice penale, ultima in ordine di tempo, vi è l’Operazione “Cuore di Pietra”, tuttora in corso, con la quale i finanzieri hanno scoperto l’esistenza di una sedicente associazione benefica, con sede in Arezzo, che raccoglieva “porta a porta” offerte da destinare asseritamente all’Istituto Casa Thevenin.
La truffa, che andava avanti da anni, è stata scoperta grazie ad un intervento in flagranza, effettuato dalle Fiamme Gialle presso un bar cittadino, all’atto della consegna dell’offerta da parte dell’esercente.
In quel momento sono scattate le perquisizioni e tutti gli altri approfondimenti del caso che hanno smascherato i truffatori.
Il Presidente dell’Istituto Casa Thevenin interpellato ha chiarito di non aver mai autorizzato l’associazione alla raccolta di offerte in nome e per conto del proprio istituto e coglie l’occasione per rinnovare l’appello alla cittadinanza perché il loro riconosciuto spirito di solidarietà non debba più venir strumentalizzato da persone senza scrupolo.
Sono in corso gli accertamenti, anche bancari e patrimoniali, sul conto delle quattro persone che ruotavano intorno alla sedicente associazione benefica.
Una prima stima consente di quantificare, per difetto, in svariate decine di migliaia di euro l’ammontare delle offerte carpite agli ignari aretini con le modalità truffaldine.