(AdnKronos) – “Sono perplesso – spiega – sul passaggio che prevede la chiusura al traffico, non rispecchia le esigenze dei bambini di oggi, che non sono più abituati a giocare in cortile. Questa misura potrebbe creare difficoltà ai genitori, con gli inevitabili disagi per accompagnare i figli a scuola. Ciò – osserva ancora Farnetani – potrebbe comportare una minore partecipazione alla giornata scolastica del gioco, che corre il rischio di non essere sfruttata al meglio”.
“Oltretutto – mette in guardia il pediatra – i bambini imparano in fretta e c’è il pericolo che, con città chiuse al traffico per lasciarli giocare in ogni luogo, acquisiscano una disinvoltura col traffico, maturando la convinzione che la strada non sia un pericolo”.
Tolto questo aspetto, il pediatra consiglia di lasciare piccoli e più grandi giocare come meglio credono, perché ogni età ha i suoi giochi. “All’aria aperta nei più piccoli – suggerisce – per lasciarli esplorare l’ambiente. Sicuramente coniugando il gioco allo sport di squadra per i più grandi, con i maschietti appassionati maggiormente al calcio e alla pallacanestro e le femminucce con un debole per la pallavolo. Il nuoto, invece, è lo sport che mette tutti d’accordo. Ma quel che davvero conta, oggi come ieri, è che si giochi”. Pur correndo il rischio di sbucciarsi le ginocchia, ma con la voglia irrefrenabile di rialzarsi per tornare a giocare.