Home Nazionale Giorgio Ciaccio (M5S) vince la sua lotta contro il tumore ‘E’ stata dura ma ce l’ho fatta’

Giorgio Ciaccio (M5S) vince la sua lotta contro il tumore ‘E’ stata dura ma ce l’ho fatta’

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Palermo, 20 apr. (AdnKronos) – “Sì, è stata dura. Lo ammetto, a tratti ho pensato di non farcela. Ma ce l’ho fatta e oggi sono guarito dal cancro”. Giorgio Ciaccio, deputato regionale siciliano del M5S, è guarito dal tumore al rene e dal Linfoma di Hodgkin, che lo avevano colpito nel settembre del 2015 ad appena 34 anni. E oggi vuole raccontare all’Adnkronos la sua malattia, i momenti difficili, ma, soprattutto, lanciare un messaggio di speranza: “Dal tumore si può guarire – dice – E io sono la dimostrazione che può accadere. Il tumore è sempre stato un argomento tabù, invece la mia forza è stata parlarne”. “Ci sono molti momenti di sconforto, è vero – dice – Il percorso è molto lungo, e difficile, a tratti tortuoso. Ho avuto due blocchi intestinali, il Fuoco di Sant’Antonio, dolori atroci, nausea, vomito. Ma avere al mio fianco mia moglie, mio figli Ettore che oggi ha un anno e mezzo, i miei genitori, i miei amici, mi ha aiutato molto, moltissimo. Mi hanno aiutato a raggiungere la mia vittoria”.
Giorgio scopre di avere due tumori alla fine dell’estate del 2015, nei giorni in cui stava per nascere il suo primo figlio, Ettore. “Mi stavo preparando per affrontare la gara Triathlon – racconta Ciaccio – che si doveva tenere il 4 settembre. A fine agosto mi si gonfiano due linfonodi sopra le clavicole. Inizialmente pensavo che fosse una forma di influenza. Iniziai a prendere un antibiotico in autonomia, senza consultare il medico. Ma al terzo giorno questo gonfiore non passava. Ne ho parlato con mia moglie che mi disse: ‘Andiamo alla guardia medica’. E così andammo. Dopo la visita, il medico mi disse che dovevo parlare con una emo oncologa. E mi sono rivolto alla dottoressa Patti dell’ospedale Cervello di Palermo per una prima visita. Il medico mi disse subito che si trattava di un Linfoma di Hodgkin. Al terzo stadio. Era il 6 settembre. D’urgenza ho fatto controlli, come ecografie e risonanze magnetiche. Il tutto accadeva pochi giorni prima della nascita di mio figlio”.
“Dopo una serie di esami mi hanno chiamato per dirmi che avevo anche una lesione al fegato. Io non sono un esperto di medicina e per me la lesione è una ferita. Non avrei mai pensato che si trattasse di un tumore al rene. Lì, in quel momento, mi è preso il panico. Si pensava che fossero delle metastasi, invece si trattava di due tumori autonomi. Ricordo che il medico mi disse: ‘Lei è fortunato’ e mio padre si arrabbiò molto per questa frase. Ma il medico intendeva dire che non si trattava di metastasi ma di due diversi tumori”.