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Esperienza pilota di riciclaggio

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"Si tratta di un intervento innovativo, non inquinante ed ecologico – così Simone Pellegrini, assessore alla viabilità della Provincia di Arezzo, ha presentato questa mattina l’intervento sperimentale di rifacimento stradale che nei giorni scorsi ha interessato la SR 69 del Valdarno, nel tratto compreso tra Pieve a Maiano e Ponticino. "Per il ripristino di tratti molto danneggiati della pavimentazione stradale abbiamo voluto testare l’utilizzo di tecnologie innovative di manutenzione straordinaria, sperimentate per la prima volta in Toscana, che hanno attirato anche l’interesse di numerosi tecnici di altre amministrazioni, tra cui ANAS, Regione Toscana, altre province toscane, università di varie regioni italiane, oltre che di ditte di importanza nazionale". Si tratta di riciclare il materiale fresato asportato dalla sede stradale riutilizzandolo per la nuova pavimentazione con grandi benefici che riguardano sia la mancata produzione di rifiuti speciali, che il mancato utilizzo di materiali inerti, ormai preziosi per la loro esiguità, senza dimenticare il risparmio dell’energia richiesta dalle lavorazioni a caldo, trattandosi, in questo caso, di procedimenti esclusivamente a freddo. A questi si aggiungono le mancate emissioni in atmosfera generate dalla lavorazione tradizionale del bitume, e il risparmio sul trasporto di materie prime e prodotti finiti. Il tipo di intervento, attualmente utilizzato solo nelle autostrade, è ora possibile anche su strade extraurbane grazie a nuovi macchinari di minori dimensioni. "Nonostante sia un’operazione tecnica piuttosto complessa – prosegue Pellegrini – l’interesse della Provincia di Arezzo nei confronti di tale soluzione è notevole per l’evidente vantaggio che posta all’ambiente, mentre per un eventuale vantaggio economico sarà da considerare solo al di fuori della fase sperimentale". Altra prerogativa di questo tipo di intervento è la durata nel tempo del rifacimento, di gran lunga maggiore di quella di una classica ripavimentazione superficiale, spesso già dopo pochi anni inefficace. "Durante la sperimentazione di questo cosiddetto ‘riciclaggio a freddo’ – sottolinea Paolo Vadi, tecnico dell’Amministrazione provinciale aretina – si è proceduto a prelevare materiali per la realizzazione di prove di laboratorio, per avere risultati di attendibilità scientifica sull’esperienza, che contiamo di rendere noti in occasione di un convegno pubblico che realizzeremo nel mese di novembre".

Articlolo scritto da: Provincia di Arezzo