Le priorità di Fanfani

“Su questo programma la maggioranza è coesa ed unita. Non ci sono divergenze sulle decisioni e tantomeno “poteri occulti” in grado di controllarla. Non posso tollerare che questa amministrazione venga qualificata come condizionata da poteri esterni ad essa”.
Questa la premessa del Sindaco Giuseppe Fanfani al suo programma di mandato illustrato oggi nell’aula del Consiglio comunale.

“Etica dei comportamenti e ricerca del bene comune: questo lo stile della nuova amministrazione. Azione politica improntata a correttezza e trasparenza per far fronte alla sfiducia che i cittadini possono avere maturato nei confronti della politica dopo gli eventi che hanno purtroppo caratterizzato recentemente Arezzo”.
Le priorità? “Uguaglianza tra i cittadini e sicurezza, servizi alla persona ed alla cultura, sostegno all’economia, sviluppo urbano, accentuazione delle politiche sociali”.

Il Sindaco ha sottolineato il nuovo metodo di gestione della cosa pubblica: “partecipativo per creare un sistema integrato tra amministrazione e cittadini per far rinascere un senso forte di comunità”. Un primo esempio concreto è il Piano delle piccole opere con la valorizzazione delle circoscrizioni. Partecipazione vuol dire anche inclusione dei nuovi cittadini stranieri che un grande contributo stanno dando all’economia ed alla società aretina. Pace sociale, equilibrio sociale e sicurezza sono elementi connessi e la sicurezza non può essere assolutamente connessa al concetto di repressione. Il diritto alla sicurezza è fondamentale e deve essere garantito a tutti i cittadini, essendo base della coesione e della democrazia.

Il Sindaco è poi passato ad esaminare la questione dei servizi: “economicità e razionalizzazione per dare risposte di qualità ai cittadini con il sostegno delle fasce sociali più deboli”. I servizi, in modo particolare anche quelli affidati a società esterne, saranno verificati dall’amministrazione con la partecipazione dei cittadini. Fondamentale è la sinergia tra la pubblica amministrazione ed i soggetti privati, qualunque sia il modello gestionale scelto ma il Comune mantiene un ruolo fondamentale in rappresentanza dei cittadini. E ad essi saranno garantiti anche servizi nuovi, quali gli sportelli unici destinati a semplificare il rapporto delle persone con la pubblica amministrazione.

Fanfani ha sottolineato un nuovo concetto contenuto nel suo programma: sostenibilità economica e sociale, cioè un modo nuovo di interpretare la vita della città e delle persone. E cioè scelte amministrative che abbiano quali prioritari punti di riferimento la tutela dell’ambiente e dei cittadini.
In questo quadro, assumono particolare rilievo i servizi culturali. Fanfani ha citato la necessità di potenziare il rapporto con l’Università di Siena anche attraverso l’apertura di nuovi corsi di laurea e con il legame, da costruire in città, con un ateneo straniero. Fondamentale sono poi la riapertura del teatro Petrarca, una nuova utilizzazione anche a fini culturali dell’area delle caserme, la valorizzazione della rete museale, della Giostra del Saracino, di Arezzo Wave, del parco archeologico di Castelsecco, della biblioteca comunale, della collaborazione con altre istituzioni ed enti.

Terza priorità: l’economia. “Il Comune – ha sottolineato il Sindaco – ha scarse competenze dirette ma intende coinvolgere tutte le energie vitali del territorio, sostenendo un processo di sviluppo che sia in grado di armonizzare le tradizioni produttive locali con forti elementi innovativi”. Il Comune sosterrà quindi i distretti industriali e valorizzerà sia il Centro Affari che il Centro di Promozione e Servizi. “Vogliamo un rilancio delle produzioni aretine cercando la favorire la collaborazione tra imprese e sostenendo la promozione dei prodotti locali, legandola anche a politiche turistiche che siano in grado di far conoscere ed affermare l’immagine di Arezzo”.
Quanto allo sviluppo urbanistico della città, Fanfani ha ricordato che esistono ancora punti di criticità che richiedono un nuovo piano della mobilità, il controllo dell’inquinamento atmosferico, il piano della sosta e quello della sicurezza. L’attuale stazione è vecchia ed esteticamente brutta, non degna di una realtà come Arezzo: “dallo spostamento dello scalo merci deriveranno le risorse per offrire ai viaggiatori l’immagine di Arezzo quale città moderna ed accogliente”.

Ci sarà anche una nuova politica della casa per garantire un diritto sociale fondamentale: incremento, quindi, della disponibilità di alloggi pubblici, riduzione del fenomeno delle case sfitte, promozione di affitti a basso costo.
Il Sindaco ha poi affrontato il nodo del Piano strutturale: “per due anni le osservazioni non sono state verificate ed a dicembre scatteranno le norme di salvaguardia. Oggi occorre la collaborazione di tutti perché servirebbero un paio d’anni per esaminare le oltre 1.800 di osservazioni ferme. E’ necessaria una riflessione seria e profonda perché dobbiamo dare una risposta ai cittadini, alle categorie economiche ed agli ordini professionali”. L’obiettivo è quello di andare all’approvazione definitiva del Piano Strutturale e quindi del Regolamento Urbanistico.

Legato a questo tema c’è quello del Piano triennale delle opere pubbliche: “grande interesse per le opere destinate a qualificare la città. Stiamo cercando finanziamenti pubblici per la Fortezza, di definire una seconda linea di accesso alla parte alta della città. E poi interventi sulle piazze principali della città, sui parcheggi, sulle strutture per lo sport e la cultura”.

Ultimo “capitolo” della relazione del Sindaco è stato quelle delle politiche sociali: “si tratta di restituire centralità ai bisogni dei cittadini. Occorrono risorse adeguate e vera programmazione partecipata, integrando tutti gli aspetti della vita amministrativa e sociale”. Fanfani ha quindi citato i grandi settori d’intervento: potenziamento dei servizi domiciliari per gli anziani; il sostegno alla famiglia ed all’infanzia con il rafforzamento dello Spazio Famiglia, delle politiche di conciliazione, dei nidi e delle materne comunali; l’attenzione al diffondersi di vecchie e nuove povertà. Il Sindaco ha sottolineato la necessità di una forte qualificazione della sanità aretina, evitando possibili marginalizzazioni: rilancio del San Donato nell’Area Vasta, valorizzazione della rete materno – infantile, sostegno al progetto Città Sane.