RAITRE: stasera ‘C’era una volta’

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Nuovo ciclo del programma di Silvestro Montanaro, in onda su Raitre da mercoledì 25 ottobre alle 23.30. Dieci documentari per entrare nei fatti del mondo sfogliando le pagine della globalizzazione.

PRESENTAZIONE

Chi sono i signori del petrolio e come stanno cambiando il mondo? Dove sta andando l’Amerina Latina, cortile di casa dello zio Sam? La tutela del lavoro diminuisce negli USA, non esiste in Bangladesh. E in Italia? Cosa si nasconde dietro la tragedia del Darfur? E con questa globalizzazione saremo tutti più ricchi o più poveri? Mercoledì 25 ottobre alle 23.30 torna su Raitre il programma di Silvestro Montanaro C’era una volta: un ciclo di 10 documentari in cui alcuni temi e problemi internazionali che influenzano la quotidianità di centinaia di milioni di persone vengono messi sotto osservazione, illuminando aspetti della vita comune raramente al centro dell’informazione corrente. Sotto forma di rotocalco internazionale verranno mostrati i fili sotterranei che legano l’Angola all’Uzbekistan, il Sudan all’Iraq, gli Stati Uniti al Bangladesh (e ancora Bolivia, Cuba, Italia, Ciad, Nigeria, Afganistan, Ecuador, Iran, Venezuela) in un racconto a più voci che mette in luce la complessità della realtà e le interdipendenze che legano in un unico destino i paesi di – “primo, secondo e terzo mondo”. “A subire le conseguenze negative, se non addirittura nefaste dei fenomeni di cui si parla nei nostri documentari, sono sempre le stesse persone. Cambiano i nomi e le località ma la miseria e gli abusi bussano sempre alla stessa porta. Un innegabile “successo” di questa forma di globalizzazione è quello di aver globalizzato le disuguaglianze” spiega Silvestro Montanaro che, dal 1999 con C’era una volta, ha tenuto accese le telecamere sul mondo, con inchieste e dossier che si rinnovano ogni anno pur nel segno di una continuità. “Quella di far parlare la gente che vive sulla propria pelle e ogni giorno le conseguenze delle teorie economiche oggi dominanti, della finanza globale e delle guerre per le risorse”.

LA PRIMA PUNTATA

Mercoledì 25 ottobre. Gli aiuti all’Iraq post-guerra destinati alla ricostruzione sono al centro dell’inchiesta che apre la nuova serie di “C’era una volta”. Molti milioni di dollari gestiti dalla CPA (Autorità Provvisoria della Coalizione) sono spariti, lasciando molte opere incompiute o compiute male. E in parte vanificando un percorso di riconciliazione che, con un adeguato aiuto al paese e alla popolazione, avrebbe avuto più possibilità di successo. Varie azioni giudiziarie sono in corso per accertare le responsabilità di ingenti frodi e corruzione da parte di alcune compagnie americane, beneficiarie di appalti miliardari. Nel frattempo, il sistema sanitario iracheno che prima della guerra poteva vantarsi di strutture molto efficienti e personale medico estremamente qualificato, langue oggi nell’abbandono e sopravvive grazie alla dedizione e alla professionalità di pochi “eroi”. Secondo Dan Whyte, criminologo americano, “il saccheggio della ricchezza petrolifera irachena non ha precedenti nella storia dei crimini industriali”.

LE PUNTATE SUCCESSIVE

Mercoledì 1° novembre. Dall’Iraq si volta pagina ma per parlare ancora di aiuti e di altre guerre. Siamo in Africa orientale, in Sudan dove la popolazione del Darfur subisce dal 2003 un conflitto che ha reso la regione insicura, la povertà estrema e la violenza un elemento quotidiano. Saccheggi, stupri e sequestri sono stati elevati a tattica bellica da parte dei cosiddetti janjaweed, miliziani armati dal governo sudanese, e la tragedia del Darfur viene notata anche in Italia dove si coinvolge Sanremo e un manipolo di artisti per far arrivare aiuti alla popolazione del Darfur attraverso Barbara Contini, l’ex governatrice di Nassirya. Aiuti che effettivamente arrivano. Vedremo dove, a che prezzo e con quali risultati. Si passa poi al Ciad, dove un progetto della Banca Mondiale, organismo nato per favorire lo sviluppo dei paesi poveri, finanzia lo sfruttamento del petrolio a vantaggio della Esso. Ma i ciadiani, che sono al 5° posto per povertà nel mondo, sono ancora più poveri. Un unico filo rosso lega queste due realtà. Una grande guerra per il controllo delle risorse enormi di quest’area contesa tra i grandi della terra.

Mercoledì 8 novembre. Il petrolio è protagonista della terza puntata dove tra Nigeria, Angola e Uzbekistan si parla di dittatori che dormono sonni tranquilli grazie all’oro nero, petrodollari che dettano legge, diritti violati e cittadini impoveriti dalla presenza nel loro paese della più ambita risorsa energetica. Il massacro di Andijan del 13 maggio 2005 ad opera del dittatore uzbeko Karimov, per esempio, viene ripercorso attraverso le angoscianti testimonianze dei sopravvissuti che sono riusciti a scappare dal paese, e accolti dalla Romania, hanno potuto raccontare la tragedia che hanno vissuto. Ma nulla si sa delle loro famiglie che potrebbero essere perseguitate dal regime che, nonostante le pressioni internazionali, rifiuta di permettere un’inchiesta indipendente per accertare i fatti. Può fare tutto ciò grazie alla ricchezza del suo sottosuolo. Ricchezza ambita sia da americani, che cinesi e russi. Petrolio in cambio di immunità.

Mercoledì 15 e mercoledì 22 novembre. Le pagine di politica internazionale ci portano poi in America Latina dove tra Ecuador, Bolivia e Venezuela si guarda all’ascesa di una classe politica indigena che si rivolta contro il secolare controllo del grande vicino di casa, gli USA, invocando indipendenza, giustizia, uso più equo delle proprie risorse. Cuba fa l’occhiolino, riceve aiuti e dispensa consigli. L’antimperialismo è il collante: ma quali prospettive ha questa nuova alba latinoamericana? Sopravvivrà all’ostruzionismo della classe medio-alta? Riuscirà a star lontano da demagogia e populismo? Le emozioni e le recriminazioni di una società in movimento.

Mercoledì 29 novembre. Pagina di scienza tra testimonianze di coloro che stanno sfidando l’invecchiamento, la malattia e la morte. Visita ai silos dei malati terminali ibernati in attesa di progressi medici. In attesa dei possibili miglioramenti della razza attraverso interventi scientifici si profila un inquietante scenario da superuomo. Ma solo per pochi eletti, quelli che potranno pagarsi a peso d’oro queste incredibili possibilità.

Mercoledì 6 dicembre. Si ritorna al sociale per parlare di diritti dei lavoratori. Negli Usa il modello fordista, vincente nel secolo scorso, è in crisi. Lavoratori sui quali era stato edificato un welfare invidiabile, risultato di anni di lotta, sono oggi privati delle loro conquiste perché i costi bassi del mercato li sacrificano sull’altare delle delocalizzazioni. E così i diritti negati nei paesi poveri dove la manodopera costa niente e non si lamenta molto, con un beffardo effetto boomerang tornano nel mondo ricco creando povertà e umiliazione. La storia raccontata in questa puntata lega gli Stati Uniti al Bangladesh, passando per l’Italia dove le proposte indecenti di alcune aziende ai propri lavoratori rendono precari lavoro e diritti.

Mercoledì 13 dicembre. Le multinazionali sono il perno della storia che si svolge tra Colombia e Stati Uniti nell’ottava puntata. Sotto la lente, in Colombia, i presunti soprusi della Coca Cola sui sindacalisti dei suoi partner locali, l’abuso di monopolio della Nestlé che sta impoverendo i piccoli allevatori a vantaggio dei grandi proprietari terrieri mentre negli Stati Uniti scopriremo cosa si nasconde dietro le diverse opinioni di scienziati e ambientalisti sulle cause e l’effettiva pericolosità dell’effetto serra.

Mercoledì 20 dicembre. Nella pagina di costume si parla d’amore. Ci si chiede se l’amore, ai tempi della globalizzazione è ancora amore, se i giovani sono uguali nel loro approccio sentimentale a Teheran e a Roma, se si consuma in fretta o c’è ancora spazio per il romanticismo. Internet con le sue mille possibilità regala spazi di conoscenza e di incontro infiniti e i giovani ne sono al tempo stesso autori e consumatori.

Mercoledì 27 dicembre. L’ultima pagina del rotocalco è dedicata ad una delicata storia d’amore che viaggia sulle note stonate di bombe, mine e violenze. Un uomo e una donna si incontrano dopo essere saltati su una mina, si amano e sopravvivono nell’Afganistan dei nostri tempi, quello che pensavamo di aver salvato dalla miseria e dalla morte.

LA STORIA DEL PROGRAMMA

1999 – Il mondo dei bambini. La prima puntata di C’era una volta va in onda su Raitre in prima serata nell’ottobre 1999 ed è subito un caso. Con un titolo che annunciava una fiaba, la prima serie di 18 documentari ha raccontato storie di bambini e della loro infanzia negata a causa di fame, guerra, sfruttamento, prostituzione. Storie di grande impatto emotivo, racconti da angoli del mondo spesso dimenticati dalle cronache. Per tutta risposta, diversi miliardi di vecchie lire sono arrivati dal pubblico alle organizzazioni missionarie e laiche, i cui riferimenti venivano indicati in sovrimpressione in coda ai documentari per segnalarne l’impegno. Dieci miliardi per Madid, il bambino del Sudan meridionale nella stretta della carestia; centinaia di milioni per i bambini-schiavi delle pietraie brasiliane, per le piccole prostitute brasiliane; due miliardi e mezzo per i sette fratellini orfani di Malanje, nell’Angola in guerra, per citare alcuni tra i casi più clamorosi.

2000/1 – Globalizzazione: diritti e sfruttamento. Nell’ottobre 2000 C’era una volta diventa un appuntamento settimanale di seconda serata che racconta le diverse facce di un mondo diviso tra quanti sono già proiettati nel futuro e quanti sembrano condannati a vivere un nuovo medioevo. Questa serie di 28 documentari nasce da idee-guida sui temi della globalizzazione, suddivisi in quattro grandi filoni:

– Materie prime, spesso causa di guerre per il loro sfruttamento: acqua, aria, terra, petrolio. In Palestina, Filippine, Zimbabwe, Nigeria e Arzebaijian

– Nemiche, voci e storie di donne dal mondo. Il problema del lavoro femminile nel Burkina Faso ed in Algeria, quello della violenza sessista in Camerun ed in Brasile.

– Scaffale, quali mondi e conflitti possono celarsi dietro la compravendita delle banane, delle rose o dei gamberetti, ma anche il traffico di organi (è stata per esempio documentata la compra-vendita di un rene in Messico) o di donne.

– Diritti negati, con l’Irak dell’embargo, l’Africa dilaniata dalle guerre, l’olocausto del Rwanda e l’Italia, vista dentro la globalizzazione.

2002 – Dagli Appennini alle Ande. Silvestro Montanaro e Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes danno vita al magazine televisivo Dagli Appennini alle Ande, appuntamento settimanale di geopolitica condotto e diretto in studio dagli stessi autori. In onda da gennaio a marzo del 2002, hanno affrontato i grandi temi politici, economici e sociali del nuovo Millennio. Gli ospiti in studio, i filmati d’autore e le testimonianze hanno dipinto i grandi scenari politici globali.

2002 – Le città frontiera. C’era una volta presenta 10 documentari dedicati alle “città frontiera. Si raccontano alcune grandi realtà urbane contemporaneamente simbolo – e perciò frontiera – di grandi questioni al centro dell’agenda mondiale. Un viaggio che ha portato la troupe di C’era una volta in Africa (Luanda, Dakar, Ouagadougou), in Asia (Shangai, Bangalore, Teheran, Almaty, Mazar-I-Sharif) e in America Latina (Salvador de Bahia).

2003 – America Latina … Un viaggio per comprendere la natura e le conseguenze delle politiche che hanno messo in ginocchio le economie più forti del continente latino-americano.
Si affrontano la crisi economica che ha portato l’Argentina al fallimento, le manifestazioni oceaniche che hanno visto affrontarsi nelle strade le due anime del Venezuela, l’anarchia e la miseria che attanaglia Haiti, il nuovo isolamento cubano. Dopo la stagione dei colpi di stato e delle dittature militari in America latina si discute di democrazia e sviluppo; ma nuove catene, dal debito estero, alle politiche imposte dal Fondo monetario e agli appetiti imperiali sulle grandi risorse di quest’area del mondo, rischiano di soffocare sul nascere le speranze di libertà e progresso di questi paesi.

… Africa. In Zambia per vedere le ragioni del no agli OGM negli aiuti alimentari, in Sud Sudan per raccontare il business degli aiuti internazionali, in Costa d’Avorio centro di grandi interessi economici e nel Golfo di Guinea, martoriato da varie guerre, intorno alle sue grandi risorse soprattutto in campo energetico.

2003/04 – Imperi. Un ciclo dedicato agli “Imperi”, cioè al crescere di un’identità imperiale degli Stati Uniti e a quanto è accaduto fra le macerie dell’impero sovietico.

2005 – Il Grande Oriente. C’era una volta… in Asia. Dieci puntate per raccontare realtà di un’area del mondo al centro di tumultuosi processi di sviluppo economico e cambiamento sociale. Il nuovo motore dello sviluppo globale che, forte del proprio apporto all’economia internazionale, del proprio peso in settori strategici e delle proprie infinite risorse umane, pretende un ruolo centrale nelle dinamiche politiche mondiali. Un racconto critico, attento ai grandi temi dei diritti umani, della democrazia e della pace in un territorio fitto di spinose questioni geopolitiche e foriero di nuovi e temibili conflitti capaci di echi globali.