Ricercatore veronese ottiene il primo Premio Siommms Stroder

PISA – Il professor Luca Dalle Carbonare dell’Università di Verona si è aggiudicato la prima edizione del Premio Siommms Stroder. Si tratta dello speciale riconoscimento che la Società italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro e l’industria farmaceutica I.F.B. Stroder assegnano da quest’anno al miglior progetto di ricerca.
Il premio è stato consegnato oggi a Pisa a conclusione della terza giornata di lavori del VI Congresso Nazionale Siommms. Consiste in un fondo di 20 mila euro destinato a sostenere la ricerca in questione. Il regolamento prevede che sia messo a disposizione del vincitore in due fasi: la metà subito, l’altra metà al termine della ricerca.
L’endocrinologa Maria Luisa Brandi (Università di Firenze), che come presidente della Siommms presiede anche la Commissione di valutazione del premio, sostiene che il progetto vincitore “è molto importante per la ricerca sull’osteoporosi”
In concreto, il professor Dalle Carbonare sta lavorando sulle cellule preostoblastiche, ovvero cellule che derivano dalle staminali e che sono fondamentali per la formazione e la ricostruzione dell’osso. La loro particolarità è che possono riportare lo scheletro allo stato di salute originario, a differenza delle cellule osteoclastiche, che incidono in senso contrario sul metabolismo osseo giornaliero, causando, se presenti in misura eccessiva, l’osteoporosi.
La singolarità del premio sta in una serie di regole precise che impediscono voli pindarici e nepotismi. Di ogni progetto conta infatti anche il grado di fattibilità. Sono poi vietati i conflitti d’interesse, ossia non sono stati ammessi assistenti, collaboratori o parenti dei membri della giuria.
Nella giuria di questa edizione figurano i massimi esperti italiani: il reumatologo Silvano Adami (Verona), il gerontologo Gaetano Crepaldi (Padova), l’internista Ranuccio Nuti (Siena), il reumatologo Sergio Ortolani (Milano), e appunto la professoressa Brandi.
La I.F.B. Stroder, da anni impegnata nel cardiovascolare, solo di recente è entrata nel settore osteoporosi grazie al lancio di una nuova molecola, il Ranelato di Stronzio, la cui caratteristica peculiare è di possedere un’azione doppia sul metabolismo osseo: riduce la distruzione di osso e allo stesso tempo stimola la formazione di nuovo osso, ridimensionando così il rischio delle temute fratture vertebrali e del femore.