Termina ‘Notti di Mezza Estate’

Si conclude la seconda edizione di NOTTI DI MEZZA ESTATE, rassegna teatrale organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Spettacolo del Comune di Arezzo, con due spettacoli di danza di Giorgio Rossi: “Balocco” e “E la tua veste bianca”, che si svolgeranno nel Chiostro del Teatro Bicchieraia, giovedì 31 agosto alle ore 21,15.

Il costo del biglietto di ingresso è di € 8,00.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Cultura, Attività Teatrali e Musicali del Comune di Arezzo: tel. 0575 377503 – 377442.

Note artistiche degli spettacoli:

BALOCCO
coreografia e interpretazione: Giorgio Rossi
costumi: Francesco Calcagnini
luci: Dalibor Kuzmanic
produzione e distribuzione: Associazione Sosta Palmizi

Spunti e immagini per il lavoro:
– un quadro di E.Munch fatto quattro anni prima della morte, intitolato: "Tra l'orologio e il letto";
– alcune parti del coreografico libro di Barthes "Frammenti di un discorso amoroso";
– la musica di M. Ravel e anche la canzone "Balocchi e profumi" interpretata da Milva;
– la voce di Totò, la marionetta più perfetta mai vista in Italia;
– il celebre libricino di Von Kleist "Il Teatro delle Marionette"; "ogni movimento – diceva egli – ha un centro di gravità, basta governare quel centro, nell'interno della figura, le membra, che non sono altro che pendoli, seguono, senz'altro soccorso, in una maniera affatto meccanica, da sé";
– i testi della Duncan;
– le poesie di Ungaretti e Michaux che passano così profondamente in superficie da tenere sempre viva la passione per questo genere letterario così vicino all'universo della danza.

E LA TUA VESTE BIANCA – Una danza d’amore
di e con: Giorgio Rossi
costumi: Giorgio Rossi
luci: Dalibor Kuzmanic
testi di: Salvatore Quasimodo e Friedrich Nieztsche
musiche di: Anouar Brahem, Billie Holiday, Residence
produzione e distribuzione: Associazione Sosta Palmizi

"E la tua veste bianca" è il tentativo di unire al movimento nello spazio la sensazione dell’autore su questo mondo che trasforma tutto.

Si passa da una danza armonica calda ed ironica, che si gioca forse sotto la tenda di Shahrazàd in mezzo al deserto, al tramonto primaverile, davanti a freschi e aperti visi di fanciulle incantate, che incantano, nel paese della fantasia al sorriso tra il lievemente perverso e il divertito, nel caos dell'apparente ordine di questo mondo fatto di egoismi al silicone con facce da tubi catodici, che sono indifferenti ai massacri quotidiani ed attenti all'apparenza di apparire felici accessoriati fino alla nausea.

La Danza finisce in un autodistruzione, contenta di sparare e spararsi e di tagliarsi le chiappe, gli attributi, sbudellandosi in un rituale kitsch della grande felicità, che ci viene dagli U.S.A e getta.

Articlolo scritto da: Comune di Arezzo