Centri estetici: in arrivo seminario su tatuaggio e piercing

AREZZO – Il Presidente della Federazione Benessere di Confartigianato, Pierluigi Marzocchi, esprime il suo parere sul regolamento che disciplina le Attività di Estetica Tatuaggio e Piercing: ‘La Regione, allargando l'adeguamento dei requisiti strutturali a tutti i Centri Estetici, dimentica che le aziende sono già all'avanguardia’. In programma per il 26 novembre un seminario in materia
E’ un sistema tutto rosa quello dei servizi al benessere e all’estetica della persona nell’artigianato toscano. Un campo in cui il 96% delle occupate sono donne e in cui anche le nuove assunzioni riguardano la fascia femminile della popolazione, 200 aziende che occupano nel territorio aretino circa 450 donne. Un settore in crescita, con rilevanti investimenti in atto e alla costante ricerca di personale qualificato, caratterizzato positivamente dal basso precariato. La maggioranza dei contratti del settore infatti è a tempo determinato, con pochi co.pro. E nei nostri centri estetici vige la stabilità occupazionale, chi entra nel settore, infatti, difficilmente non trova lavoro. Il 70% delle imprese inoltre è ritenuta innovativa in quanto investe continuamente in formazione, apparecchiature marketing, immobili.
Con l’arrivo del regolamento di attuazione della legge regionale che ne disciplina l’attività, per il 40% dei circa 200 centri estetici della provincia di Arezzo, si profila però il rischio di chiusura. I dati statistici dell'Osservatorio Toscano su ‘I servizi al benessere e all'estetica delle persone nell'Artigianato Toscano’ mettono in evidenza la crescita delle offerte che hanno come punto di forza qualità, risorse umane specializzate, comunicazione e personalizzazione del servizio, credibilità, sicurezza. Nonostante questo però, arriva l’allarme di Confartigianato che denuncia l’impossibilità oggettiva di adeguamento alle nuove norme per imprese che sono comunque state attivate nel pieno rispetto delle disposizioni previste dalle precedenti leggi e regolamenti.
Come indicato dalla legge regionale 28 del 2004 pubblicata il 10 ottobre scorso infatti cambia tutto per quanto riguarda tatuaggi e piercing. La nuova normativa detta i requisiti minimi strutturali, gestionali ed igienico-sanitari per queste attività. Le attività di estetica già attive alla data di pubblicazione del regolamento, si dovranno adeguare entro trentasei mesi, mentre chi effettua tatuaggio e piercing avrà a disposizione centottanta giorni. In particolare coloro che al 10 ottobre esercitano attività di trucco con dermopigmentazione ovvero di tatuaggio e piercing devono presentare al Comune di competenza una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui attestano lo svolgimento di questa attività specificandone il periodo di inizio.
‘Si tratta di un vero e proprio problema per i nostri imprenditori che per adeguarsi alle nuove normative riguardanti gli ambienti di lavoro, vengono spinti vicini al collasso economico – spiega il Presidente della Federazione Benessere di Confartigianato Imprese Arezzo Pierluigi Marzocchi – I lavori necessari per apportare le modifiche alle strutture comporteranno gravi disagi a tutta la categoria interessata, per questo Confartigianato si schiera contro l’ennesimo danno economico e dalla parte degli operatori del benessere. Ci teniamo a precisare inoltre che le nuove modifiche non porteranno alcun vantaggio per gli utenti, ma solo maggiori costi e minori introiti per le imprese’.
‘Importantissimo perciò sarà il seminario – continua Marzocchi – che si svolgerà il 26 novembre alle 21 presso la Sala Riunioni di Confartigianato Imprese Arezzo in via Tiziano. Un incontro rivolto a tutti i Centri Estetici per esporre i vari passaggi della nuova normativa e per rispondere a tutte le perplessità delle aziende’.
‘Il Regolamento di attuazione della legge regionale 31 maggio 2004, n. 28 ‘Disciplina delle attività di estetica e di tatuaggio e piercing’ – continua Pierluigi Marzocchi – è stato approvato dalla giunta regionale, nonostante le Associazioni di Categoria abbiano a suo tempo presentato una serie di proposte di modifica e/o integrazione e richiesto la sospensione dell’iter per i gravi danni che questo arrecherà alla stragrande maggioranza delle attività di estetica operanti in Toscana. Il regolamento infatti rischia di penalizzare in modo irreparabile un settore con caratteristiche uniche rispetto ad altri settori economici e sociali, un modello insomma da imitare e non da danneggiare’.