Chiriaco rieletto VicePresidente Europeo Giovani Imprenditori

BRUXELLES – Annibale Chiriaco è stato confermato dai delegati di tutte le associazioni imprenditoriali europee Vice Presidente della Confederazione Europea dei Giovani Imprenditori “Yes for Europe”.
Annibale Chiriaco, imprenditore palermitano dell’agroalimentare, laureato in Scienze Politiche con indirizzo in politiche internazionali, sarà il braccio destro per il 2007 del neo Presidente turco Murat Sarayli nominato dall’Assemblea Generale dell’organizzazione europea. Chiriaco è già stato Vice Presidente dello Yes for Europe nel 2006, subentrando all’attuale Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Matteo Colaninno, di cui è membro della squadra di Presidenza nazionale con delega ai rapporti
istituzionali ed europei.

Lo Yes for Europe rappresenta circa 30 mila giovani imprenditori appartenenti alle associazioni imprenditoriali dei paesi membri dell’Unione Europea, più la Turchia. Obiettivo dell’organizzazione è promuovere la cooperazione e le sinergie tra i movimenti imprenditoriali giovanili del
Vecchio Continente e di rappresentarne le istanze presso le istituzioni comunitarie.

“E’ un grande onore essere stato eletto per il secondo anno consecutivo“, ha dichiarato Chiriaco: “Lavorerò, sulla base degli indirizzi affidatimi dai Giovani Imprenditori di Confindustria, affinché si affermi soprattutto tra i giovani una più forte identità e cultura europea, che costituisce una molla potente di integrazione e di sviluppo economico”.
In tal senso, ha aggiunto, “c’è ancora uno spazio immenso da coltivare, come per esempio la creazione di una Università delle Università europee, intesa come grande rete di libero accesso, di assistenza e pilotaggio di vere e proprie migrazioni studentesche, per creare un mercato comune dell’intelligenza. Un altro esempio potrebbe essere la creazione di una Scuola Europea di Amministrazione, che si proponga di formare una vera classe di giovani dirigenti europei e alla quale la Francia potrebbe,
meritandosi riconoscenza e prestigio, destinare quella sede di Strasburgo che è diventata per il Parlamento europeo un costoso ed inutile ostaggio”.