I benzinai scioperano anche in provincia di Arezzo

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AREZZO – Dalle 19 di stasera (6 febbraio) fino alle 7 di venerdì prossimo distributori di carburante chiusi su strade ed autostrade. “Le misure del Governo mettono a rischio la nostra categoria in nome di miglioramenti ed agevolazioni per i consumatori che in realtà non ci saranno. Così si rafforza solo il monopolio dei giganti del petrolio e della distribuzione”

Anche i gestori di carburanti della provincia di Arezzo aderiscono pressoché all’unanimità allo sciopero nazionale proclamato dalle sigle sindacali della categoria contro la politica delle liberalizzazioni intrapresa dal ministro Bersani. Nel territorio aretino sarà quindi estremamente difficile, se non impossibile, fare rifornimento di carburante dalle ore 19 di stasera (6 febbraio) fino alle 7 di venerdì prossimo.

Lo fanno sapere FIGISC/ANISA Confcommercio e FAIB/AISA Confesercenti con una nota congiunta in cui sottolineano come i gestori, riunitisi nei giorni scorsi, abbiano deciso di sostenere il pesante pacchetto di scioperi programmato dalle organizzazioni di categoria per protestare contro il disegno di legge varato dal Consiglio dei ministri.

“Questo disegno di legge – commentano Marino Milighetti e Donato Nardelli presidenti provinciali di FIGISC/ANISA Confcommercio e FAIB/AISA Confesercenti – costringe un’intera categoria di lavoratori ad una risposta durissima e non equivocabile: i gestori non sono disposti ad essere sacrificati in silenzio, né per fare un favore alla potente lobby della Grande distribuzione organizzata, né per consentire di fare bella mostra dei loro muscoli ai tanti galli del pollaio dell’eterogenea maggioranza. Le misure adottate mettono davvero a rischio di sopravvivenza la nostra categoria in nome di miglioramenti ed agevolazioni per i consumatori che in realtà non ci saranno”.

“Si continua a sbandierare la riduzione del costo della benzina che questa liberalizzazione dovrebbe comportare – continua il presidente regionale e provinciale della Figisc Confcommercio Milighetti – ma non si parla invece del prezzo che pagheranno i gestori: continueranno ad acquistare la benzina dalle compagnie petrolifere secondo le solite modalità, mentre la grande distribuzione organizzata la comprerà nell’extrarete delle compagnie petrolifere, pagandola un prezzo notevolmente più basso. Questo permetterà alle grandi strutture distributive di praticare sconti alla clientela, mettendo fuori mercato i gestori privati più piccoli, che in breve saranno costretti a chiudere”.

“Si arriverà presto alla desertificazione degli impianti – precisa il presidente della Faib Confesercenti Nardelli– ed i consumatori saranno costretti a percorrere decine di chilometri per fare un pieno risparmiando pochi centesimi, come accade in Francia. Con questo provvedimento si autorizza di fatto la Gdo ad esercitare una concorrenza sleale nei confronti della rete distributiva tradizionale con la complicità delle compagnie petrolifere che, con una politica di vendita a doppio binario, potranno garantirsi maggiori ricavi”.

In un tale contesto, ai gestori non rimane che utilizzare lo sciopero quale unico, estremo strumento che è stato lasciato loro per difendere se stessi, il proprio lavoro, le proprie attività e, tutto sommato, l’unica vera possibilità che la collettività ha di garantirsi un mercato libero.

Per questo -conclude la nota- le Organizzazioni dei gestori confermano le due prime giornate di sciopero. La chiusura del riguarderà tutti gli impianti della rete italiana e sarà così articolata: sulla viabilità ordinaria, gli impianti saranno chiusi dalle ore 19.30 di stasera (6 febbraio) alle ore 7.00 del 9, self service compresi; sulle autostrade, dalle ore 6.00 del 7 alle ore 6.00 del 9.