Porti: mancati adeguamenti alla base della scarsa crescita

ROMA – “La crisi di crescita dei porti italiani, certificata dai dati di sintesi del movimento container per il 2006 , va riportata ad un mancato adeguamento dell’offerta, non certo ad un calo della domanda” E’ quanto dichiara il Sottosegretario alle Infrastrutture, Tommaso Casillo, a commento delle statistiche diffuse dalle Autorità Portuali . “Per troppi anni – ha proseguito Casillo – è venuta meno una politica che organizzasse, attraverso gli opportuni investimenti e per mezzo di adeguate strategie di mercato, quella massa critica di strutture e servizi capace di competere a livello internazionale. Invece di promuovere l’aggregazione , si è scelto di replicare in ogni porto le medesime funzioni , con il risultato di esser poco attrattivi per le grandi correnti commerciali, e cioè incapaci di trattare i grandi numeri”. “A fronte di un consistente aumento del volume dei traffici da Oriente verso Occidente , non possiamo che programmare e realizzare un formidabile adeguamento del nostro sistema portuale, che deve coinvolgere l’intero ‘cluster’ terra – mare, fatto di logistica integrata, interportuaità, intermodalità.” “Il Governo – ha concluso Casillo – si è già impegnato, a definire l’autonomia finanziaria delle Autorità varando, contestualmente, norme per accelerare le indispensabili operazioni di dragaggio. Bisogna però operare più in profondità, per una riforma della legge 84/94 che, come ha detto il Presidente Prodi, consenta la realizzazione di poche grandi e specializzate aggregazioni di offerta . E’ questa la via obbligata per trasformare la centralità geografica del Paese in una vera opportunità economica”.