Riforma dei servizi pubblici locali: solo per i rifiuti

ROMA – “L’annunciato disegno di legge del governo per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali – dichiara il presidente di Federambiente, Daniele Fortini – interesserà soltanto la gestione dei rifiuti urbani, perché quelli speciali prodotti dalle industrie, come noto, non sono ‘servizio pubblico locale’ e perché il governo si appresta ad approvare le nuove norme per la liberalizzazione del mercato dei clienti finali dell’energia elettrica escludendo contemporaneamente i servizi idrici dalle procedure di concorrenza con provvedimenti specifici e mirati.
“Così, mentre la gestione del gas metano è già liberalizzata (decreto Letta del 2001) e quella dei trasporti pubblici segue una sua strada (decreto Burlando del 1998) – spiega il presidente di Federambiente –, liberalizzando l’energia con un decreto ad hoc ed escludendo le acque dalla liberalizzazione restano, tra i servizi d’interesse economico come catalogati dall’Unione Europea, soltanto quelli di gestione dei rifiuti urbani per i quali, invece d’una norma specifica, si ricorre alla generica formula della ‘riforma dei servizi pubblici locali’. Meglio sarebbe allora, anche per i rifiuti urbani, una norma specifica nel Codice per l’ambiente, il DLgs 152/06 attualmente in fase di revisione. D’altra parte, disincentivando il ricorso all’uso di tecnologie moderne e accessibili e aprendo varchi a una nuova ondata di discariche nelle quali nascondere i rifiuti non si potrà sostenere l’industrializzazione del comparto.
“In un settore già molto labour intensive – conclude Fortini –, con il permanere del monopolio sul riciclaggio nelle mani del CONAI, dominato dalle grandi industrie multinazionali e con un futuro tecnologico affidato alle discariche (sic!), la liberalizzazione rischia di ridursi a puro esercizio mediatico. Federambiente vuole una vera liberalizzazione, che per essere vera ha bisogno di serie politiche industriali”.