Raccolta Differenziata: sone le imprese pubbliche le migliori

ROMA – Il Rapporto rifiuti 2006, presentato oggi a Roma, è uno strumento utile e importante di cui Federambiente ringrazia l’APAT, l’ONR e il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio: disporre di dati chiari e attendibili è importante per la Federazione che rappresenta la quasi totalità degli operatori del settore dell’igiene ambientale. Molto apprezzabile è poi lo sforzo intrapreso dal commissario straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, per il rafforzamento del ruolo e della funzionalità del settore rifiuti dell’Agenzia.
“Rileviamo con piacere – afferma il presidente di Federambiente, Daniele Fortini, commentando i dati emersi dal Rapporto – che le migliori performance nella raccolta differenziata dei rifiuti sono state quelle di cinque città (Padova, Torino, Prato, Brescia e Verona) tutte servite da imprese pubbliche nostre associate. E in generale trova ulteriore conferma un quadro confortante di buoni risultati raggiunti nelle città e nelle aree in cui l’igiene ambientale è assicurata da imprese pubbliche.
“Va sottolineato – continua Fortini – che dove i livelli di raccolta differenziata sono particolarmente elevati si registra contemporaneamente un ricorso alla discarica sensibilmente inferiore alla media, frutto anche della combinazione riciclaggio/recupero d’energia.
“Laddove si ricorre alla raccolta porta-a-porta – nota poi il presidente di Federambiente – è vero che si raggiungono livelli elevati di raccolta differenziata, ma crescono i costi e non vi è assoluta certezza che tutte le materie recuperate siano effettivamente riciclate. Questo anche perché si continua a lavorare solo sulle percentuali di raccolta differenziata e non su quelle – ben più significative come obiettivo – di recupero e riciclaggio dei materiali raccolti.
“La sollecitazione del ministro dell’Ambiente a sviluppare ancora di più il porta-a-porta – conclude Fortini – dev’essere accompagnata da concrete politiche di riduzione dei costi e da uno sviluppo del mercato delle materie riciclabili che è ancora fortemente condizionato dagli interessi dei grandi gruppi industriali multinazionali”.