Adornato e Zirri ad Arezzo

Lorenzo Zirri, Lorenzo Conti e Ferdinando Adornato erano presenti ieri pomeriggio alla prima manifestazione ad Arezzo dell’Unione di Centro. L’appuntamento ha registrato un successo aldilà di ogni aspettative: nonostante l’orario, il salone dell’hotel Continentale era gremito di gente (tra cui “molte facce nuove”, come ha sottolineato Zirri) e ricco di entusiasmo.
L’incontro è stato aperto dal “padrone di casa”, Lorenzo Zirri, l’unico vero candidato di Centro della nostra Provincia e l’unico aretino che ha reali possibilità di essere eletto alla Camera: “Siamo in una situazione in cui i partiti sono organizzati verticalmente: c’è uno che comanda, manca democrazia interna, fa carriera chi è amico del leader, c’è una classe dirigente chiusa. Noi siamo diversi e sentiamo la necessità di cambiare e creare una nuova rappresentanza: io mi sento uno strumento per una nuova ricomposizione di un partito di centro. Dopo le elezioni daremo avvio a una fase costituente che unirà i cattolici e i liberali che hanno fatto grande l’Italia. La campagna elettorale attuale non è invece diversa da quella di due anni fa: allora c’erano due coalizioni eterogenee senza alcun programma condiviso, oggi ci sono due partiti-coalizione che sono tutto e il contrario di tutto. Basta con questa politica da bipolarismo muscolare o da stadio: ha fatto solo disastri. Basta all’inaffidabilità di chi ha fatto della campagna elettore una questione di potere. Noi abbiamo deciso di escluderci da questi giochi. Noi che siamo impegnati laidamente ma ispirati cristianamente abbiamo rivendicato la nostra identità e ne siamo fieri. Qualcosa si sta muovendo: troviamo molti consensi perché i comportamenti hanno valore. La ricerca del bene comune e l’interesse generale sono i nostri capisaldi: dobbiamo portarli alla gente e i risultati non mancheranno”.
Ha proseguito Lorenzo Conti, candidato al Senato, figlio di Lando Conti, sindaco di Firenze vittima del terrorismo, che ha spostato l’attenzione sulle linee politiche che l’Unione di Centro seguirà su temi salienti come l’immigrazione, la sicurezza, la giustizia. Conti ha chiuso il proprio intervento con queste parole: “Il nostro partito si dovrà impegnare in modo serio: noi sentiamo i veri problemi dello Stato e li affrontiamo in modo responsabile. Io sono fiero di portare aventi la mia battaglia in un partito che ha messo al centro del proprio programma e come slogan i valori dell’uomo”.
L’ultimo intervento è stato dell’onorevole Ferdinando Adornato, presidente dei circoli Liberal UDC: “Ci troviamo di fronte a un discorso molto semplice: la seconda Repubblica è fallita. Dopo l’entusiasmo iniziale e le speranze legate prima a Berlusconi poi alla sinistra, siamo andati incontro al fallimento: gli effetti sono disastrosi e noi abbiamo perso 15 anni. I problemi che avevamo nel 1994 sono gli stessi di oggi, con la differenza che siamo 15 anni in ritardo. Questioni come quella di Alitalia o quella dei rifiuti ci sono perché non abbiamo risolto i problemi che stavano alla base e ora sono esplose. I responsabili di questo ritardo sono Berlusconi e la sinistra. Veltroni era vicepresidente del governo al tempo di Prodi e dunque anche lui è tra coloro che hanno rovinato l’Italia: perché rivoltarli? La speranza che abbiamo è che passi il nostro discorso di responsabilità: l’unico che realmente non ha responsabilità nella catastrofe è Casini. Lui è il vero nuovo! Quello che conta è il progetto politico, come ti proponi: siamo noi che proponiamo la vera novità. Berlusconi ha già avuto responsabilità e potere e ha fallito. Il PdL che ha creato non è un partito, ma un cartello elettorale che porta proposte intrise di populismo e indeterminatezza. E’ senza valori e senza identità: ma se ti mancano identità e valori non sei nulla. Il populismo del PdL è pericoloso per la stessa democrazia. E il PD non è certo meglio: il manifesto non ci dice nulla sui valori, non scioglie il nodo di fondo tra laici e cattolici. Entrambi i partiti sono contenitori eterogenei senza alcuna identità. Il PdL non è più nemmeno liberale: con AN si è creato un mix di liberismo e statalismo che annulla la spinta liberale e genera un mostro senza identità. Inoltre nel PdL manca l’ispirazione cristiana: i più sono cattolici ma non prendono posizione né laicista né cattolica: è un partito anarchico nei valori. Il PD è tutto e la contraddizione di tutto: non è liberale ma non è socialista e nemmeno cristiano. Qui addirittura assistiamo a una lottizzazione dei valori. Però, mentre a sinistra il paesaggio politico sembra stabile, il PdL è destinato a implodere perché è un partito personalistico e legato a una forte leadership. Questa classe politica è irresponsabile: manca l’etica della responsabilità. In questa campagna elettorale non ci dicono come governeranno, non affrontano i reali problemi, ma giocano a un improbabile rialzo che gli evita di assumere responsabilità. Di temi come la salute e l’istruzione non parlano: Veltroni e Berlusconi improvvisano, sono attori senza progetto e cultura. PD e PdL sono apparati di potere in cui poche persone hanno il potere assoluto. Mettono la stessa democrazia a rischio.
La sfida dell’Unione di Centro non è una sfida di sopravvivenza o di testimonianza. Noi rappresentiamo la maggioranza delle opinioni degli Italiani e ciò verrà fuori. Oggi la scelta dell’Unione di Centro, come sintesi di UDC, circoli liberal e Rosa Bianca, è quella vincente. Vogliamo creare un centro cattolico alternativo alla sinistra e politicamente diverso da Berlusconi: questa è la nostra scommessa sul futuro dei moderati italiani. Superare questa frammentazione non significa superare il pluralismo: si può infatti semplificare la politica, ma i valori non si semplificano. Noi, a differenza di PD e PdL, diciamo la verità, ciò che realmente pensiamo, e per questo possiamo avere fiducia. Noi siamo la vera alternativa ai governi di destra e di sinistra. Cambiamo il voto, diciamo basta ai governi dell’improvvisazione. La nostra è una battaglia di riscatto di una politica che il PD e il PdL hanno umiliato.
Cosa è la politica se non fa riferimento ai valori? Nulla. Noi abbiamo i nostri valori e li difendiamo. Difendere i valori Cristiani significa difendere la civiltà democratica dell’Europa. Non è solo questione di fede, ma di identità. La nostra cultura crede nella centralità e nella dignità della persona: questo è il fondamento dell’occidente e della democrazia. La libertà del soggetto sta nel cristianesimo e nella libertà che questo porta: su ciò si basa la democrazia. Nella libertà e nel lavoro sta la cultura dell’occidente, non in quei 67 professori della Sapienza. Il valore della democrazia è morale, sta nella libertà e individualità della persona. Oggi i temi eticamente sensibili sono quelli sulla vita: ma questi sono principi non negoziabili. La vita va difesa: e noi lo facciamo. Se togli la religione cristiana dalla vita pubblica finisce la libertà. Noi teniamo alte tutte queste bandiere ed è per questo che i nostri programmi sono diversi: sono diversi perché parlano di valori. Noi non siamo una forza di interposizione tra due giganti, vogliamo essere un gigante nuovo e buono con tutti i moderati. Il nostro partito potrà essere una nuova DC liberale, potrà essere un partito con regole democratiche in tutto e per tutto. Non c’è alternativa a noi se vogliamo che i nostri valori non siamo venduti o strumentalizzati. E’ finito il tempo delle maggioranze autosufficienti: serve il riscatto del Paese contro chi vuole il potere. Serve la solennità e la celebrità di un nuovo inizio. Per questo l’unico voto utile, per quanto la definizione vada contro il criterio di democrazia, è quello all’Unione di Centro”.

L’agenda dell’Unione di Centro
Giornata intensa quella di Giovedì 3 Aprile per l’Unione di Centro. In mattinata Lorenzo Zirri, candidato dell’Unione di Centro per la Camera dei Deputati, incontrerà gli amici elettori della Valdichiana alle 9.00 al mercato di Cortona. Nel pomeriggio alle 17.30 sarà alla sede della CNA di Arezzo per un confronto con la categoria artigiana. L’ultimo appuntamento della giornata sarà alle 21.00 alla sede dell’Unione di Centro di Badia al Pino.