Approvato oggi il regolamento antenne

L’assessore Ilario Nocentini ha illustrato il nuovo regolamento comunale sulla realizzazione, gestione e controllo delle infrastrutture per le telecomunicazioni. nella versione fatta propria dalla commissione consiliare servizi tecnologici.
“Con il nuovo atto, l’amministrazione decide di dotarsi di un piano territoriale per la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici. Dopo la redazione di questo piano delle localizzazioni, esso tornerà in Consiglio Comunale per l’adozione e seguire l’iter urbanistico proprio dei piani territoriali: parere delle circoscrizioni, commissione assetto del territorio, osservazioni, esame di queste ultime, definitiva approvazione del Consiglio Comunale.
È il momento per l’amministrazione comunale di diventare il gestore del territorio anche sotto questo aspetto: abbiamo allora deciso di assumere un ruolo più rilevante attraverso la predisposizione di un piano generale di programmazione degli interventi all’interno del territorio comunale che risponda il più possibile alle sensibilità dei cittadini. Una volta che il Comune si sarà dotato dello strumento di pianificazione, avremo certamente, sulla base di questo, installazioni in difformità. Tali antenne dovranno essere risanate e il piano indicherà le aree dove ricollocarle. Come norma transitoria di salvaguardia, abbiamo comunque previsto il blocco del rilascio delle autorizzazioni il cui iter non è concluso salvo quelle relative ad antenne per le quali è dimostrata la diminuzione dell’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici. Il territorio sarà diviso in tre zone: idonee; non idonee, dove saranno autorizzate installazioni che rispettino prescrizioni tecnologiche precise, ad esempio le microcelle; neutre, senza particolari vincoli, come in aperta campagna.
Giuseppe Matteucci (FI per il Pdl) ha illustrato un atto di indirizzo inerente la revoca, l’annullamento o modifica della concessione dell’area di via Cagli per l’istallazione da parte di Telecom Italia di una stazione radio base. La problematica sollevata da Matteucci era specifica al caso di via Cagli “ma l’impostazione generale del regolamento illustrato dall’assessore è condivisibile. Ovviamente la nostra azione sarà di pungolo politico a che venga approvato in tempi brevi e attuato nell’interesse della cittadinanza”. Nella replica al termine del dibattito, Matteucci ha annunciato il ritiro del suo atto.
Francesco Macrì (An), nel denunciare il regolamento proposto dall’amministrazione come un pannicello caldo, si è fatto promotore di due emendamenti: “Il regolamento non risolve nulla, è tutto impostato sul futuro e non si preoccupa del contingente, delle antenne già concessionate, che ovviamente resteranno al loro attuale posto, forse spostate di 5 metri. Un Comune è in grado in realtà di sospendere ogni installazione, difendere gli interessi dei cittadini, anche andare in causa contro le compagnie e il mio emendamento prevede almeno 6 mesi di stop in questa direzione. Il secondo emendamento prevede invece un aumento dei canoni del 30 % per le stesse compagnie telefoniche, realtà economiche che ottengono grandi margini di profitto, cosa di cui i cittadini possono accorgersi da quanto la spesa telefonica incide sulle famiglie”. Dopo che la Giunta ha dichiarato di non farli propri, in sede di dichiarazioni di voto, ha annunciato di ritirarli.
Marco Manneschi (Città Aperta) ha presentato un ulteriore emendamento che integra il testo del regolamento con un espresso riferimento al “corretto inserimento urbanistico-territoriale dell’installazione, un criterio che va oltre la tutela della salute e che guarda il territorio come un contesto oggettivi paesaggistico-ambientale da tutelare e dove sia impedita l’invasione di ‘mostri’ tecnologici”.
Francesco Francini (Popolari liberali verso il Pdl) ha chiesto un impegno concreto del Sindaco dinanzi ai cittadini per la soluzione di problemi concreti attuali. In sede di dichiarazione di voto ha annunciato il suo “voto favorevole che evidenzia un atteggiamento di responsabilità dell’opposizione che spesso la protervia che viene dai banchi della maggioranza neanche viene riconosciuto”
Per Andrea Modeo (Pd), “le legittime sensibilità dei cittadini sono state cavalcate demagogicamente. In 7 anni di governo di centrodestra non si è affrontato il problema ma installate antenne a destra e a manca. L’aspetto fondamentale del regolamento è passare da una filosofia ‘antenna per antenna’ a una visione generale che dà la possibilità di ravvisare l’esistenza di impianti in contrasto con le norme e quindi ricollocarli”.
Il regolamento per Roberto Barone (Pd) è un “documento che affronta di petto il fenomeno dell’antenna selvaggia e consente di ritornare su situazioni esistenti: il caso specifico è quello di via Anconetana. È un documento migliorativo rispetto a quella che era la cornice normativa precedente, un risultato di cui va reso merito a Sindaco, assessore Nocentini, pochi consiglieri comunali e il difensore civico Michele Morelli. Gli impianti a microcelle rappresentano oggi la migliore tecnologia a disposizione per contenere le emissioni: il testo ora lo riconosce e in forza di esso potremo chiedere a un gestore di telefonia di adottare questa soluzione avanzata”.
Marco Paolucci (Rc) ha ricordato come il ministro Gasparri abbia prodotto un decreto da vero “succube delle compagnie telefoniche che ha tolto agli enti locali molte possibilità di intervento. Nella vicenda delle antenne, indubbiamente i cittadini hanno sensibilizzato l’amministrazione sul problema. La vicenda ci insegna che dal confronto e dalla partecipazione emergono le soluzioni anche per i problemi più difficili”. Anche Marco Tulli (Verdi) si è augurato che i cittadini continuino a vegliare su quelle situazioni che ritengono lesive di loro diritti e interessi.
Raffaello Giorgetti (Forza Italia per il Pdl) ha reclamato una risposta immediata da parte del Sindaco, senza lungaggini, alle richieste dei comitati dei cittadini mentre Alessio Mattesini (FI per il Pdl) ha sollevato la questione dell’antenna di via Anconetana: “che fine farà, verrà spostata, e quali tempi avrà il piano, la sua adozione e definitiva approvazione?”.
Pier Luigi Rossi (FI per il Pdl) ha ricordato che viviamo in un ambiente inquinato a prescindere dalla presenza delle onde elettromagnetiche. “Limitarsi a misurare l’inquinamento solo facendo riferimento alla telefonia mobile è un errore. Televisioni, internet, i tralicci dell’Enel, creano probabilmente problemi di salute pubblica forse maggiori. Tutto ciò rischia di svuotare il regolamento che peraltro manca di retroattività. Perciò la domanda che si pone è: che risposta diamo alla Marchionna? L’auspicio è fermare anche questa installazione”.
Per il Sindaco Giuseppe Fanfani siamo dinanzi a problemi nati da un “eccesso di liberismo della legislazione nazionale, perché realizzare un impianto è possibile presentando una semplice dichiarazione di inizio attività. I tecnici di Telecom tre volte sono venuti e tre volte hanno rivendicato il loro diritto a installare sulla base di questa disciplina. Ci siamo allora detti di fare un nuovo regolamento che non si limitasse a due casi specifici, via Cagli e Marchionna, ma che impedisse il verificarsi di situazioni di criticità erga omnes. Per le zone densamente abitate, definite sensibili e non idonee, comprese via Cagli e via Anconetana, l’organo che ne deciderà la perimetrazione complessiva sarà proprio il Consiglio Comunale. Venendo ai due casi: per quanto riguarda l’installazione della Marchionna, essa andrà sicuramente incontro a bonifica perché la zona non potrà accogliere istallazioni come sopra precisato. Per via cagli abbiamo fatto un provvedimento di demolizione di quanto realizzato in difformità e negoziato comunque una sospensione dei lavori di 4 mesi, fino a gennaio, per trovare poi una localizzazione alternativa di concerto con il gestore. Sono convinto che la troveremo”.
La delibera è stata approvata, con l’integrazione Maneschi, con 32 voti favorevoli e le 3 astensioni del gruppo di Alleanza Nazionale.