Caro enerigia, il piano delle PMI

AREZZO – Efficienza, fonti rinnovabili, trasparenza, fisco più equo. Queste le proposte fatte da CNA, insieme alle altre confederazioni delle pmi, all'autorità per l'energia elettrica e il gas per tentare di contenere l’emergenza caro – energia che grava sulla piccola e media impresa. Tre le azioni, secondo CNA, per superare le criticità del settore. “Innanzitutto, spiega Ubaldo Manganelli, Presidente settore Impiantisti e Manutentori della Cna aretina – serve una politica energetica incentrata sull'efficienza e sulla generazione distribuita, in particolare da fonte rinnovabile, per rispondere alla corsa dei prezzi dell'energia e rispettare gli impegni posti dalla Ue. E’ urgente poi intervenire sulla leva fiscale, che incide sul costo già alto dell'energia, attenuando un' imposizione che grava soprattutto sulle piccole imprese. Infine serve un monitoraggio più incisivo sui comportamenti dei soggetti che operano sui mercati energetici, spesso poco trasparenti e non in linea con le disposizioni dell'autorità a tutela dei consumatori”.
In tema di politica energetica occorre tenere presente i livelli record raggiunti dal prezzo medio del petrolio (oltre 140 dollari al barile) che rappresentano un onere sempre più gravoso per le micro e piccole imprese che, dal 2003, hanno visto crescere i costi per il consumo di energia di oltre il 30%. Secondo le nuove tariffe entrate in vigore dal 1 luglio, le bollette di gas e di elettricità, risultano cresciute dell'8% solo nei primi sei mesi dell'anno.
Un contesto che ha contribuito ad aumentare pesantemente l'incidenza dei costi dell'energia sugli oneri generali delle pmi sottraendo loro risorse e bloccandone i programmi di innovazione e ricerca, riflettendosi infine sulla loro competitività. Il rischio è una drastica riduzione delle imprese presenti sui mercati interni e su quello internazionale.
“Lo sforzo – conclude Manganelli – fatto anche nel nostro territorio dalle pmi per il rispetto del protocollo di Kyoto, rischia di essere vanificato dai consumi in aumento di altri settori, in particolare quello domestico e i trasporti. Chiediamo quindi scelte rapide per superare le criticità italiane relative sia ad una forte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di energia, sia alle pesanti carenze infrastrutturali, che ostacolano la politica energetica a tutti i livelli”.
Secondo CNA bisogna insistere sulle fonti rinnovabili che stanno dando le prime risposte in termini di riduzione del fabbisogno energetico nazionale e di dipendenza dall'estero e creando nuove opportunità di mercato e nuovi settori professionali. Basti pensare che solo per l'incentivazione del fotovoltaico sono stati installati, fino a maggio 2008, quasi 12 mila impianti per una potenza di circa 120 mila kilowattora.
In concreto Cna chiede l'avvio di programmi triennali finalizzati a una riduzione media dei consumi delle piccole imprese del 20% e alla promozione delle fonti rinnovabili, con impianti di piccola taglia, con cui le pmi possono autoprodurre circa il 10% dei loro consumi di energia.