Home Nazionale Crisi Usa, Bush: ‘Se non agiamo conseguenze peggiori’

Crisi Usa, Bush: ‘Se non agiamo conseguenze peggiori’

0

WASHINGTON – "Se non agiamo, le conseguenze saranno peggiori ogni giorno di più". Lo ha ribadito il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, in una dichiarazione dalla Casa Bianca, all'indomani della bocciatura da parte della Camera del piano di salvataggio bancario da 700 miliardi di dollari.

Parlando ai "cittadini americani e di tutto il mondo", Bush si è dichiarato "deluso" per il risultato del voto ieri al Congresso, dove la maggioranza dei deputati, soprattutto repubblicani hanno bocciato il pacchetto anti-crisi ma ha anche detto che questo "non è la fine del progresso legislativo". Poi ha annunciato che oggi i rappresentanti della sua amministrazioni incontreranno i leader del Congresso per vedere come procedere domani, dopo la pausa di oggi a Capitol Hill per il capodanno ebraico. "Il Congresso deve agire ora" ha quindi sottolineato.

"Riconosco che si tratta di un voto difficile per i congressisti" ha affermato aggiungendo di comprendere anche "la preoccupazione dei contribuenti" per il fatto che bisogna spendere 700 miliardi di dollari pubblici per i titoli fallimentari. "Una grande somma di denaro per un grande problema" ha detto facendo comunque osservare che solo con il picco negativo che ha registrato ieri la borsa dopo il voto al Congresso ha bruciato "oltre mille miliardi di dollari".

Intanto, a Capitol Hill si cerca di trovare una via d'uscita che possa permettere di arrivare in tempi brevi all'approvazione della misura. "Il Senato deve ora votare per primo: approvi questo piano, vi aggiunga delle modifiche e lo rimandi alla Camera" ha detto Rahm Emanuel, il capogruppo dei democratici alla Camera.

La strategia è chiara: i repubblicani del Senato hanno mostrato più sostegno al piano da 700 miliardi di dollari di Henry Paulson dei loro colleghi di partito della Camera. Ed i democratici credono che un piano approvato con una consistente maggioranza al Senato, insieme ad una situazione sempre più preoccupante dei mercati, potrebbe creare una pressione sufficiente sui deputati. Permettendo di trovare in tempi rapidi i 12 voti che mancano ad avere la maggioranza alla Camera.

Anche il calendario suggerirebbe una mossa del genere: con i lavori bloccati oggi per il Capodanno ebraico, la Camera al momento non è convocata fino a giovedì. Una pausa di due giorni per nuovi negoziati e pressioni sugli indecisi: "avremo ora un paio di giorni per vedere come il mercato reagisce a tutto questo e forse è una cosa buona" ha detto Roy Blunt, la "frusta" repubblicana.

Ma come percepiscono gli americani l'attuale situazione? Secondo un sondaggio del 'Washington Post-AbcNews', per la maggior parte si sta vivendo una situazione di "crisi" (60% tra i Democratici, 40% tra i Repubblicani) con il timore che il 'no' della Camera dei Rappresentanti al piano del governo possa aggravarla ancora di più. Solo pochi degli interpellati ritiene comunque che il piano bocciato contenga misure sufficienti a tutela "degli americani ordinari" e la metà circa considera che il provvedimento non basta a puntellare l'economia del paese (il 45% appoggia il piano, il 47% lo critica). Tuttavia quasi nove americani su dieci manifestano il timore che la mancata approvazione del piano possa comportare un ulteriore declino economico. Un'esigua minoranza si dice anche "molto preoccupata".

Circa la metà del campione interpellato per il sondaggio afferma che il piano respinto dal Congresso "fa troppo" per venire in aiuto delle grandi istituzioni finanziarie, mentre l'altra metà sostiene che fa troppo poco. Il 50% circa è convinto che il provvedimento non fa abbastanza per aiutare più in generale l'economia mentre per il 61% è insufficiente il sostegno assicurato ai cittadini comuni, un parere quest'ultimo condiviso da Democratici (69%) Indipendenti (59%) e Repubblicani (50%). Alla domanda su chi sia maggiormente responsabile per la crisi, il 44% punta il dito contro i Repubblicani, 21% i Democratici e 17% entrambi.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign