Focolaio di Epatite A in Valdarno

MONTEVARCHI – Alle 10 di stamani mattina all'ospedale nella frazione di Moncioni comune di Montevarchi i ricoveri erano 15: 6 in medicina Valdarno, di cui 5 già dimessi; 4 bambini nel reparto di pediatria (3 già dimessi e il quarto è in procinto di dimissione), e 5 in malattie infettive di Arezzo di cui 2 in dimissione.
I criteri per l’ammissione al ricovero erano l'elevata quantità di transaminasi (oltre 1000); problemi di coagulazione; la contemporanea presenza di malattie (comorbilità).
Ieri non si sono registrate emergenze ricoveri e si è verificato un solo accesso in pronto soccorso.

Le altre Attività Specialistiche:
Medici dell’U.O Malattie Infettive dell’A.USL 8 saranno a disposizione presso il poliambulatorio del Valdarno martedì prossimo nel pomeriggio per visitare soggetti con malattia sospetta o con diagnosi certa ma senza ricovero, disponibile anche a rivalutare i soggetti già dimessi dall’ospedale

Sede della vaccinazione in Valdarno:
Sono state effettuate ad oggi 500 vaccinazioni alla collettività. Durante questa fase epidemica operatori sanitari (Assistenti sanitari, Infermieri e Medici di Igiene Pubblica e del Distretto) sono a disposizione dalle 8,30 alle 18,30 presso l’ospedale del Valdarno al punto di vaccinazione del servizio di Igiene Pubblica (tel. 055 9106353 ). Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile telefonare anche allo 055 9106381.

Il Distretto e la Medicina Generale:
Il Direttore del Distretto, in costante collegamento con la Direzione Sanitaria dell’A.USL 8 coordina le attività, fornendo il quadro epidemiologico alle strutture preposte agli interventi di Comunicazione e Educazione alla Salute, garantendo una capillare distribuzione di opuscoli informativi presso la collettività, stabilendo un raccordo informativo ed operativo con i Medici di Medicina Generale sulle azioni poste in essere. Tra queste assume particolare rilevanza anche la possibilità di vaccinare a domicilio il soggetto non trasportabile.

Raccomandazioni
In linea con alcune indicazioni del Ministero della Salute ai dimessi sono state fatte delle raccomandazioni circa il riposo, una dieta leggera, evitare consumo di grassi e alcool, favorire condizioni di igiene personale (lavaggio delle mani, asciugamani individuali, evitare la condivisione del letto) e nella preparazione degli alimenti (lavaggio accurato della verdura, sbucciare frutta ecc.), informando altresì sulla possibilità di vaccinare i conviventi con il vaccino antiepatite A.

Che cos’è l’Epatite virale:
E’ una malattia causata da un virus che colpisce il fegato. E’ presente in tutto il mondo.

Come si manifesta?
Dopo un periodo di incubazione di alcune settimane (di solito da 2 a 6 settimane) dall’infezione, si manifesta con la comparsa di inappetenza, malessere generale, febbre e nausea, particolarmente nei confronti del fumo. Dopo qualche giorno compare l’ittero, cioè la presenza di colorito giallognolo della pelle, dovuto all’aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue a causa della ridotta funzionalità del fegato. Anche la parte bianca dell’occhio può tendere alla colorazione giallastra. Un altro segno può essere la presenza di urine scure dovuta alla stessa presenza di bilirubina nelle urine. Il decorso è benigno, durata da 2 a 10 settimane, guarisce senza conseguenze, a differenza di altri tipi di epatite (B e C) che possono divenire croniche.

Chi è a rischio?
Tutti possono contrarre l’infezione, ma a maggior rischio sono coloro che si trovano a stretto contatto con persone infette; i bambini e gli anziani non autosufficienti, tossicodipendenti ed omosessuali che possono avere contatti non protetti o curati nell'aspetto della cura della propria igiene.

Misure per evitare l’infezione
Oltre alla vaccinazione, l’epatite virale A può essere prevenuta adottando corretti comportamenti alimentari che tengano conto di accurate misure igieniche come la cura scrupolosa dell’igiene personale, specie delle mani; una particolare pulizia nella manipolazione di cibi e bevande; con la protezione degli alimenti dagli insetti; lavando accuratamente le verdure e la frutta prima di consumarle;
evitando frutti di mare crudi; conservando i cibi in frigo appena cotti se non si consumano subito; non bevendo acqua di pozzo.

Esiste una vaccinazione?
Si, esiste la vaccinazione antipatite A che protegge da questo tipo di infezione. L’inoculazione del vaccino avviene per via intramuscolare (parte alta del braccio). Dopo la prima dose va somministrata una seconda dose a 6/12 mesi di distanza.