Arezzo, arriva il rock italiano con la serata di chiusura del Play

AREZZO – Il Play Art Festival si è avviato ieri alla conclusione con una serata ricca di musica tutta italiana. Sul palco della Fortezza Medicea si sono susseguite le esibizioni di diverse band tra cui i Meganoidi, con alcuni loro grandi successi, e Paolo Benvegnù, che ha ricevuto il premio del festival come migliore gruppo. Hanno chiuso il concerto gli attesissimi padroni di casa, i Negrita, con il loro ultimo lavoro “Helldorado”, naturale prosieguo e sviluppo del precedente, “L’uomo sogna di volare”, ricco di influenze ed esplorazioni sonore e linguistiche diverse. Alle 23, sullo sfondo di un semplice, enorme muro illuminato, la band è irrotta sul palco con l’energica “Radio Conga”, di fronte ad un pubblico scalpitante e già caldo. Pau ha salutato Arezzo dicendo “È arrivato il rock’n roll in città!”, e ha intonato “Notte mediterranea”. A seguire un vecchio successo come “Transalcolico”, “Che rumore fa la felicità?”, “Sale”, la ballatissima “Il libro in una mano, la bomba nell’altra”, l’intensa “ Non ci guarderemo indietro mai”. Un accenno di “We will rock you” dei Queen ha aperto “Cambio” e il rock è esploso. Poi, il ritorno a ballate come “Ho imparato a sognare”, come sempre cantata dalla folla. L’atmosfera si è trasformata ancora una volta con l’accattivante “Rotolando verso sud”, “Soy taranta”, compendio del multilinguaggio adoperato negli ultimi lavori dai Negrita, “Cherie”, arrivata con la carica di un tornado, “Salvation”, dedicata all’Italia, e “A modo mio”, che ha scatenato il pubblico. Dopo una prima uscita di scena la band ha ricordato e reso omaggio all’artista aretina recentemente scomparsa, Valentina Giovagnini, con “Sex”, poi un altro brano di successo, “In ogni atomo”. Gran finale con il successone “Mamma maè”, di fronte ad un pubblico ormai in delirio, e l’augurio di una “Gioia infinita”.
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Articlolo scritto da: Maddalena de Donato