Catania, blitz durante summit di mafia

CATANIA – Un summit di mafia è stato interrotto dai carabinieri a San Pietro Clarenza, periferia di Belpasso, in provincia di Catania. Nove le persone arrestate tra cui Santo La Causa (nella foto), superlatitante ricercato dall'agosto 2006, indicato come reggente del clan Ercolano-Santapaola, Carmelo Puglisi e Venerando Cristaldi.

La riunione tra i boss si stava tenendo in una villetta rosa, circondata da un alto muro di cinta in cemento armato, dove c'erano diversi cani che vigilavano. Sul retro una piscina ed anche un portico ed un garage.

Nel corso dell'operazione i carabinieri hanno dovuto aprire il fuoco e gli stessi investigatori hanno definito il covo come 'volante'. Si tratta infatti di una casa messa a disposizione per il summit da uno dei partecipanti. La riunione tra i boss era fissata per le ore 18, e i partecipanti, poi arrestati, sono arrivati uno alla volta a partire dalle 17. Poco dopo le 18 i carabinieri hanno fatto irruzione.

''L'oggetto del summit, tenuto conto del particolare momento che attraversa la criminalità catanese, i venti di guerra che spirano sul capoluogo etneo, aveva una duplice finalità: organizzazione di carattere difensivo e offensivo'', ha spiegato il procuratore capo di Catania, Vincenzo D'Agata, a margine della conferenza stampa all'indomani dell'operazione dei carabinieri. ''Non parliamo di fatti specifici – ha proseguito – perché, innanzitutto, l'indagine non lo consentirebbe ma tenendoci sulle linee generali, possiamo dire che certamente c'era lo studio e la preordinazione di strategie di offesa e di difesa''. Parlando di La Causa, D'Agata ha detto: ''Si tratta di un personaggio di vertice, del soggetto che in atto è il responsabile operativo del clan Santapaola, latitante da parecchio tempo e si tratta, dunque, di un personaggio di alto profilo la cui cattura non rappresenta un fatto di trascurabile importanza per l'operativita' del gruppo Santapaola''.

Gli altri sei arrestati sono Enzo Aiello, Sebastiano Laudani, Rosario Tripodo, Ignazio Barbagallo, Francesco Patania e Antonio Botta.

Articlolo scritto da: Adnkronos