Crescono gli hospices

AREZZO – Taglio del nastro sabato prossimo all'interno dell'ospedale di comunità di Foiano della Chiana per il nuovo “Hospice. Una struttura sanitaria residenziale per malati terminali (soprattutto malati di cancro). Un luogo d'accoglienza e ricovero temporaneo dove il paziente viene accompagnato nelle ultime fasi della sua vita con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale affinché le viva con dignità, nel modo meno traumatico e doloroso possibile.
Strutture di cui si registra una forte necessità, perché vengono incontro alle esigenze di persone che sono al termine della propria vita e che per molte ragioni non possono trascorrere le ultime fasi nella propria abitazione. Esigenze complesse che hanno a che vedere con una serie di “perdite” e di paure progressive: la perdita dell’identità, anche a causa dell’alterazione dell’aspetto, la perdita dell’autonomia, del proprio ruolo all’interno della famiglia e della posizione sociale; la paura della morte, il senso di abbandono, l’inquietudine spirituale, l’incertezza riguardo al futuro, la difficoltà del controllo dei sintomi come il dolore.

La struttura di Foiano – realizzata grazie ai finanziamenti della Regione Toscana – sarà inaugurata il 28 marzo alle 12,30 alla presenza degli amministratori locali ad iniziare dal sindaco di Foiano Franco Parigi, delle autorità militari e religiose e del direttore della Asl Monica Calamai.
Dopo quella del Valdarno, aperta nel 2003 all'ospedale della Gruccia (tre mini appartamenti), quella di Foiano è la seconda struttura del genere nella nostra provincia. E' dotata di due unità (una sorta di miniappartamenti”, che comprendono ognuna una stanza di degenza medicalmente attrezzata, un soggiorno a disposizione di paziente e parenti, un bagno e una piccola tisaneria-cucinotto.
L'assistenza nell'Hospice è garantita in primo luogo dal medico di medicina generale, poi dal medico palliativista (responsabile del progetto e del percorso assistenziale), con la collaborazione costante del medico presente nell'ospedale di comunità, degli infermieri e, se necessario, con l'attivazione di consulenze con lo psicologo e il nutrizionista.

"Si tratta di un nuovo passo in avanti – afferma Monica Calamai, direttore generale dell'azienda sanitaria aretina – verso la costruzione di una rete di servizi dedicati alla cura dei malati terminali. Una rete che entro la fine di quest'anno vedrà crescere le nostre possibilità di risposta fino ad 11 posti letto. Oltre a quelli della Gruccia e di Foiano, altri sei posti letto sono infatti previsti ad Arezzo (2), in Valtiberina (2) e in Casentino (2)".

L'Hospice non è semplicemente una ospitalità alberghiera particolare, ma un vero e proprio Centro Residenziale per le Cure Palliative, con tutta l’assistenza medica ed infermieristica, sociale e spirituale, necessaria a mantenere la miglior qualità possibile della vita residua fino alla fine. “L'obiettivo primario – afferma Piedomenico Maurizi, responsabile nella Usl delle cure palliative – è quello di curare anche quando non si può guarire, cercando in tutti i modi di dare “vita ai giorni” piuttosto che “giorni alla vita”, assicurando al contempo la maggior dignità possibile a quella vita che si sta avviando al termine.”