Mosaici in oro e 54 scene nella nuova cripta di Padre Pio

FOGGIA – Ora i pellegrini possono visitare, dopo l'inaugurazione di papa Benedetto XVI del 21 giugno, la cripta della nuova chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo (nella foto), in provincia di Foggia, impreziosita per decisione dei frati cappuccini da un artista-teologo di fama internazionale, il padre gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik e il suo Atelier (composto da artisti provenienti da otto Paesi diversi e appartenenti alle Chiese cattolica romana, greco cattolica e ortodossa). Un gruppo di lavoro che ha già realizzato mosaici per 70 chiese in tutto il mondo, tra cui la Cappella 'Redemptoris Mater' nella II loggia del Palazzo Apostolico in Vaticano (1999), la parete del presbiterio del nuovo Santuario della Santissima Trinità di Fatima in Portogallo (2007), e la facciata della Basilica del Rosario del Santuario Nostra Signora di Lourdes in Francia (2007).

All'inizio della rampa i mosaici di Rupnik invitano il pellegrino a rallentare il passo e prendere coscienza della vita divina ricevuta al battesimo. Le trentasei nicchie della rampa rappresentano alla sinistra la vita di san Francesco e a destra quella di san Pio da Pietrelcina. Gli episodi sono scelti in modo da rivelare i punti salienti dell'uomo nuovo che, vivendo la sua vocazione, realizza sempre più radicalmente e integralmente quell'immagine di Cristo che nel Battesimo riceve come sua vera identità.

Il pellegrino, in comunione con i due Santi, percorre alcuni grandi temi della teologia spirituale: la chiamata, la rinuncia al male, i sacramenti, la lotta spirituale, la preghiera, l'ascesi, la morte all'uomo vecchio, il primato della carità, la solitudine, la comunione con il creato, i sensi spirituali, l'annuncio del Vangelo, la paternità e la consolazione spirituale, la felicità nella vita dello Spirito Santo. In questo modo il pellegrino giunge alla soglia della chiesa inferiore accolto dalle immagini che testimoniano la vita in Cristo. Sono sedici, scelte come fondamento della vita di Francesco e di Pio.

La struttura architettonica scandisce gli eventi che si susseguono nel tempo, ma hanno una confluenza verso l'eterno presente di Dio. Chi guarda può contemplare la propria vita alla luce della vita di Cristo, con la certezza che nel battesimo la nostra vita è già risorta con Cristo e che, perciò, è l'amore effuso dallo Spirito Santo a farci figli nel Figlio e ad orientarci, con lo stesso amore di Cristo, sia verso gli uomini sia verso Dio. Ogni parete, attraverso le 'costole' della volta, rimanda alla colonna centrale, portante di tutta la chiesa. Lì è rappresentato Cristo in gloria, colonna e fondamento della verità.

I mosaici, in parte realizzati in oro, ricoprono una superficie complessiva (tra rampa e chiesa inferiore) di circa 2.000 metri quadrati e costituiscono l'opera più grande realizzata dall'Atelier del Centro 'Aletti'. Per realizzarli sono stati necessari sei mesi di studio e dodici mesi di lavoro. Complessivamente sono state realizzate 54 scene. Per la realizzazione sono stati utilizzati milioni di tessere: non è stato possibile calcolare il numero preciso.

Le pietre da cui sono state ricavate le tessere provengono da diverse parti del mondo: Italia, Francia, Grecia, Macedonia, Turchia, Egitto, Brasile, Messico, Sudafrica, Iran, Afghanistan, Pachistan, Cina, India. Tutto l'oro utilizzato è stato donato dai fedeli di san Pio da Pietrelcina. Un giorno nella cripta della nuova chiesa, secondo alcune dichiarazioni ufficiali rilasciate in occasione della visita del santo padre, potrebbero essere ospitati i resti del santo che attualmente sono in ostensione nella cripta della vecchia chiesa di Santa Maria delle Grazie e lì rimarranno fino al 23 settembre, anniversario della morte del frate.

Articlolo scritto da: Adnkronos