Si avvicina il Festival della Persona

Arezzo – È sempre più vicino l’inizio della seconda edizione del Festival della Persona di Confartigianato che si svolgerà ad Arezzo dal 23 al 25 settembre, e con l’avvicinarsi del Festival prenderanno il via anche tanti eventi culturali ad esso collegati. Domenica 12 settembre sarà la volta dello spettacolo teatrale “Lavinia”, messo in scena dal Gruppo di Amici per il Teatro (Gat), che si svolgerà al Pietro aretino di Arezzo a partire dalle 21.30 ad ingresso libero e gratuito. Lo spettacolo è un dramma scritto e diretto da Elisabetta Meacci, è nato dall’idea di un gruppo di amici che collaborano al’interno dell’associazione archeosofica, cercando attraverso l’impegno di non professionisti, di riscoprire alcuni elementi del teatro delle origini.
Ambientato nella Roma del primo secolo, lo spettacolo ripercorre la storia di Lavinia, una giovane ebrea segretamente cristiana scappata dalla Palestina e rifugiatasi a Roma dove lavora come serva nel tempio di Vesta. La storia ha inizio quando la giovane donna soccorre e aiuta il centurione Valerio Marco Gallio che irrompe improvvisamente nel tempio inseguito dai suoi commilitoni che lo accusano di essere cristiano. Da qui, tra inganni e tradimenti, i due cristiani verranno arrestati e falsamente accusati come nemici di Roma, ma i due giovani si difendono anche in prigione con dignità e purezza, sarà creata l'occasione per una nuova avventura.
I 42 attori provengo da varie regioni del centro Italia e hanno un’età compresa tra i 23 e i 45 anni “Il gruppo – spiega Barbara Placidi, membro del Gat – vuole sperimentare questa forma d’arte così come era stata pensata all’origine. Al giorno d’oggi c’è molta sperimentazione nel teatro, e in un certo senso anche il nostro teatro è sperimentale, noi infatti cerchiamo di reinterpretare i canoni sui quali si basava anticamente”. Lavinia, è il primo spettacolo del Gat ed è la prosecuzione del lavoro iniziato con un saggio che ha ricevuto grandissimo successo e che ha portato poi al tutto esaurito in molti teatri. I costumi sono gli stessi disegnati per il film di Mel Gibson “The Passion” e sono stati fatti dalla sartoria Tirelli di Roma, una sartoria di altissimo livello e che ha già vinto numerosi oscar. “Cerchiamo di focalizzare l’attenzione degli spettatori – continua Barbara Placidi – anche tramite effetti scenici; auspicando che immedesimandosi nel personaggio lo spettatore, alla fine della rappresentazione, porti con se quanto di positivo noi vogliamo trasmettere. In questo senso condivido appieno il pensiero dello scrittore Gogol che diceva che ‘se l’arte non compie il miracolo di trasformare l’anima dello spettatore, non è che una passione passeggera”.