Sel: Arezzo università e scuola, diritto allo studio e giovani

Arezzo – Negli ultimi anni è cresciuto il ruolo dell’università che è diventata anche un punto di riferimento della vita sociale e culturale di Arezzo. Per questo essa va difesa e valorizzata auspicando anche che sia sempre più dinamica e aperta, con ricadute concrete per il territorio. Va rafforzato il rapporto tra gli studenti e gli altri cittadini inserendo l’Università nel tessuto sociale, sviluppando i contatti con altre realtà, collegandosi alle esperienze più innovative di altri territori. Gli studenti potrebbero rappresentare un formidabile elemento di mediazione tra processi di cambiamento e città.

Auspichiamo, corsi di laurea innovativi e interdisciplinari, capaci di formare nuove professionalità e competenze trasversali (in sinergia con il mondo economico) adatte ad una società moderna che tiene però anche conto delle memorie culturali più significative (basta ricordare che proprio negli spazi universitari con la chiusura del manicomio, si è sviluppata una delle esperienze che più ha dato valore ad Arezzo) o legate alla presenza di culture diverse favorendo il dialogo interculturale ed interreligioso (si può pensare a corsi di laurea per la mediazione linguistica e culturale)

Va costituito un tavolo permanente tra università, comune, studenti e società civile per definire nuove strategie di intervento. Queste alcune idee e proposte: rafforzare la qualità dell’offerta didattica migliorando la spendibilità delle qualifiche nel mercato del lavoro; aiutare gli studenti a stabilire legami in grado di incentivare esperienze professionali; sviluppare un maggior rapporto fra teatro e Università (valorizzando anche il teatro esistente all’interno dell’area universitaria); mettere in rete il mercato del lavoro stabilendo quali corsi di laurea sono più utili nel tessuto sociale.

Fondamentale anche pensare ad un collegamento maggiore con la rete scolastica. Ad esempio si potrebbero favorire corsi professionali di musica (vista anche la vocazione aretina) connessi a scuola media e liceo musicale. Collegamento che poi si dovrebbe trasferire anche a tutto il tessuto culturale, artistico e produttivo della città. Scuola e università vanno pensate quindi come un elemento unitario, cruciale per costruire nuove relazioni sociali in cui i giovani siano riconosciuti come uno dei soggetti determinanti.

In tal senso vanno favorite le iniziative e gli spazi autogestiti, utilizzando al meglio quello che già c'è, facendo crescere l'interesse dei più o meno giovani nei confronti delle attività socio-culturali, allestendo iniziative culturali, musicali, ricreative, internet cafè, web radio, trasformandoli in punti di riferimento aperti. Un ruolo importante può svolgerlo il centro giovani Arezzo Factory, ubicato proprio a ridosso dell’area universitaria, che può essere utilizzato maggiormente sia dai ragazzi delle medie che quelli che frequentano l'università promuovendolo e sostenendolo adeguatamente, facendolo diventare un posto didattico o di svago per tutti (per chi vuole partecipare a un corso, per chi ama studiare all'aperto o vuole scambiare quattro chiacchiere, ecc.).