Studenti aretini soddisfatti degli stage formativi in Europa

Un'esperienza lavorativa, ma anche di vita. Così gli undici studenti aretini che hanno aderito al progetto “Neo_Smee”, promosso dall'Associazione dei Distretti Industriali della Provincia di Arezzo, hanno definito il tirocinio formativo in due paesi della Comunità Europea svolto questa estate. I ragazzi, studenti di tre istituti superiori aretini che frequentano la quinta classe, sono stati ricevuti questa mattina dal Presidente della Provincia Roberto Vasai e hanno raccontato la loro esperienza. Il tirocinio si è svolto per quattro di loro in Spagna, a Jerez de la Frontera, e per sette a Malta, lavorando presso Università ed enti pubblici, ma anche in aziende private. “Sono contento di aver sentito dalle parole degli studenti che hanno fatto questa esperienza soddisfazione ed anche entusiasmo, a dimostrazione che i progetti che abbiamo messo in atto con l'IDI in questi anni stanno dando buoni risultati”, ha commentato il Presidente Vasai. Per la prima volta le esperienze di tirocinio e stage all'estero sono state rivolte a ragazzi di età compresa tra i 17 ed i 18 anni, come ha spiegato Luigi Pallotti dell'Istituzione Distretti Industriali: “lo scopo di queste iniziative è quello di aiutare a costruire l'Europa dei cittadini promuovendo lo spirito di appartenenza, una cosa che non è affatto scontata. Questo intervento, in particolare, è rivolto a giovanissimi e mette a disposizione altri 9 posti le cui opportunità stiamo in questo momento vagliando in collaborazione con gli istituti scolastici. Ricordo comunque che fino al 21 ottobre è aperto il bando per esperienze di 16 settimane riservate a giovani, fino a 35 anni, che vogliano sviluppare un'idea imprenditoriale”, ha concluso Pallotti. La viva voce dei ragazzi ha poi reso viva l'esperienza, fatta di una parte lavorativa che tutti hanno definito interessante ed utile, ma anche di una legata alla vita in un paese straniero, nel quale però hanno detto di essere stati accolti con grande cordialità, oltre che in un modo inappuntabile dal punto di vista organizzativo. “Riteniamo sia giusto far conoscere quanto abbiamo avuto occasione di vivere perché queste opportunità devono essere sfruttate dai giovani del nostro territorio”, hanno concluso i ragazzi.