Uno stadio 30mila posti? Un altro spot elettorale del sindaco Fanfani

– Uno da 30mila posti e non solo in prossimità del casello autostradale da realizzarsi apportando una variante al neonato regolamento urbanistico. Questo, in ordine di tempo, l’ultimo spot elettorale di Fanfani, il quale sta davvero dimostrando di essere inadeguato a guidare la città. Il ha perso un’altra occasione, tuona Sestini, dimostrando di non avere una ben che minima logica di come si amministra una città di medie proporzioni come Arezzo.
Solo qualche settimana fa abbiamo assistito alla pantomima dell’approvazione, nell’ultimo , del nuovo regolamento urbanistico e in questi giorni il primo cittadino se ne esce annunciando la realizzazione di una grande area sportiva: stadio da 30mila posti, velodromo e palasport, in prossimità del casello autostradale apportando una variante a quello strumento da lui stesso ha approvato.
E’ evidente che il sindaco è in confusione totale. Completamente posseduto dalla dei grandi annunci. Come quello della realizzazione della cittadella dello in zona stadio annunciata da tempo ed ancora da costruire. E prima di pensare a progetti faraonici spropositati per una città di 100 abitanti, continua Sestini, il sindaco avrebbe dato maggior prova di serietà se nelle vicende societarie dell’ non si fosse avventurato in proposte e compagnie che non hanno portato a niente e se mostrasse collaborazione e rispetto nei confronti dell’attuale dirigenza che da tempo chiede il rinnovo della concessione dell’utilizzo dello stadio .
Siamo d’accordo che lo stadio allo stato attuale sia inadeguato per ubicazione e per condizioni generali peggiorate dagli interventi operati dalle amministrazioni di destra e di sinistra l’unica cosa che gli sportivi aretini rimpiangeranno è il manto erboso che S.Siro ci invidia. La previsione poi del velodromo è più di una sparata elettoralistica: il su pista ha conosciuto grandi fasti (ai tempi delle sei giorni) ma oggi non è più così popolare e il caso del Vigorelli lo dimostra, inoltre, la nostra città ha una grande tradizione di su strada e quella andrebbe implementata anche dal punti di vista educativo e di incoraggiamento al rispetto delle regole visto il momento delicato che il movimento ciclistico attraversa ma da cui i campioni aretini sono immuni.
Noi siamo realisti e non faccio sparate nel mucchio. Sappiamo bene che lo stadio cittadino è inadeguato. Quando saremo alla guida della città, lo stadio nuovo lo costruiremo prima di tutto proporzionato alle esigenze della città e lo faremo con la collaborazione del privato in modo che non costi un euro agli aretini, con impianti vocati agli sport emergenti che possano attrarre pubblico da fuori Arezzo e con attività all’interno che lo rendano economicamente produttivo.