Dopo dieci anni, tira ancora il vento del Social Forum Europeo

Quattro giorni di studio e di rilancio dell’iniziativa politica: dall’8 all’11 novembre, arriva ‘Firenze 10+10’. A dieci anni dal Social Forum Europeo fiorentino, arriva la manifestazione che oltre a commemorare un momento storico importante, rilancerà un progetto contro il declino che stiamo vivendo, iniziato ben 10 anni fa.
Oltre tremila partecipanti previsti, quattro giorni di lavoro, la stessa cornice di dieci anni fa, la Fortezza da Basso, ma un contesto politico tutto diverso. Quando, nel 2002, i movimenti e le reti europee si diedero appuntamento a Firenze per dar vita al primo Forum Sociale Europeo, la crisi era solo una conseguenza annunciata delle analisi dei movimenti sull’impatto prossimo della globalizzazione economico-finanziaria. Oggi, invece, è una realtà nella quale siamo tutti immersi.
“ Come dieci anni fa – dichiara Francesco Romizi, Presidente dell’Arci di Arezzo- l’Arci aretina è in prima fila nel portare le ragioni dei Social Forum all’attenzione della società e della politica. Quei temi e quelle istanze sono tutt’ora all’ordine del giorno e tutt’ora possono essere la soluzione ai tanti problemi che viviamo in Italia e nel mondo.”
Organizzato da varie associazioni e sindacati, avvisiamo tutti coloro che fossero interessati che l’Arci di Arezzo, sta organizzando la trasferta fiorentina e pertanto invita tutti quelli che volessero partecipare all’evento, a contattarci tramite mail ([email protected]) per prenotare la propria presenza, o anche solamente per ricevere tutte le informazioni del caso.
I ‘motivi’ del meeting hanno a che fare con la drammatica situazione vissuta da ognuno di noi: i promotori articolano la loro analisi a partire dalla crisi ecologico-ambientale, economico-finanziaria e della stessa democrazia, anelli di una stessa catena nonché presupposti (i primi due) che giustificherebbero misure ‘lacrime e sangue’ da parte dei governi.
Su www.firenze1010.eu ci sono tutti i riferimenti per entrare in contatto con il gruppo di coordinamento: tra le tante adesioni si segnalano gli ‘Indignados’ spagnoli, i movimenti europei per i beni comuni, molti sindacati continentali sia confederali che di base, i gruppi di economisti ‘eterodossi’. E ancora: le reti europee contro le grandi opere, dai no-Tav italiani e tedeschi al gruppo di Nantes e le reti studentesche che contestano la privatizzazione dei sistemi educativi.
La quattro giorni fiorentina è stata resa possibile grazie al lavoro di Arci, Cgil, Cime, Cobas, Cospe, Fiom, Flare, Forum acqua bene comune, Ife, Legambiente, Libera, Mfe, Rete della conoscenza e Transform.