Siena, 2 lug. (Labitalia) – Corpo agile, talloni saldi, piede sulla staffa. E' l'immagine del fantino, vero e proprio professionista della sella, impegnato nei mesi estivi in una delle sue performance più famose, il tradizionale Palio di Siena che prende il via oggi. Un titolo che, però, secondo il 'Regolamento delle corse', spetta solo a chi è "abilitato a montare professionalmente in corsa per averne ottenuto l'autorizzazione dal Comitato esecutivo dell'Unire". E' la professionalità, quindi, a distinguere il fantino dal 'gentleman rider' o dall'amazzone, che rientrano invece nella categoria degli 'amatori' e dei 'dilettanti' dei cavalli e non percepiscono, quindi, un compenso per le prestazioni in corsa. Sono solo 280, in Italia, i fantini regolarmente concessionari di una patente rilasciata dall'Unire 'area galoppo' . Ben 224 sono gli amatori o dilettanti, tra cavalieri e amazzoni, e 520 gli allenatori. Quanto ai guadagni, dal semplice ingaggio, che frutta non oltre 74 euro più Iva, si può arrivare a contratti milionari. Per diventare professionista, non bisogna superare la soglia dei 22 anni. E non basta. Il fantino, infatti, deve contenere il proprio peso, che può variare da un minimo di 47 a un massimo di 56-57 chili. Un peso ottimale, che gli consente di montare, specialmente nelle corse 'ad handicap', in quelle cioè in cui i chili di fantino più sella aumentano o diminuiscono in relazione alla maggiore o minore bravura del cavallo di riferimento. Ma un buon fantino deve necessariamente possedere, oltre alla vigoria fisica, anche freddezza e senso tattico per interpretare al meglio il proprio cavallo e, soprattutto, deve conoscere gli animali avversari per poter impostare, su indicazione dell'allenatore che impartisce gli ordini, la tattica di corsa più efficace. Il fantino può, poi, montare 'in piano' o 'in ostacoli'. Chi è impegnato in ostacoli, in particolare, ha una corporatura differente, con un peso che parte generalmente dai 61 chili, e rischia anche di più, proprio per la presenza di ostacoli di grandezza variabile da superare. Nel trotto, il fantino assume il nome di 'guidatore'. In questo caso, non si crea un problema di peso, poiché il cavallo non sopporta con il dorso il peso stesso, ma traina un sediolo di nome 'sulky' sul quale si pone il guidatore. Ci sono, infatti, guidatori che pesano anche più di 80 chili. Si può scegliere di diventare professionisti a cavallo tra i 15 e i 22 anni. Ma, prima di poter ottenere la patente da professionista, il giovane deve seguire un corso di formazione della durata di 6 mesi, nel quale assume il nome di 'allievo fantino'. I corsi di formazione si tengono annualmente presso gli ippodromi di Pisa, San Rossore e Merano Maia.In quest'ultima struttura ippica, si organizzano corsi per chi vuole montare principalmente nelle corse a ostacoli più che in quelle in piano. Una volta ottenuta la patente di allievo, il fantino deve praticare un periodo di tirocinio e 'legarsi' a un allenatore per il perfezionamento. Solo dopo un certo numero di vittorie ottenute come allievo, quindi, il giovane può richiedere il rilascio della patente di fantino professionista. Per ciascun ingaggio, una monta in una singola corsa frutta una somma pari a 74 euro più Iva. Ognuno può, poi, stipulare un contratto di entità variabile con un allenatore o con un proprietario che magari abbia una scuderia molto nutrita numericamente. 'Al traguardo', inoltre, il fantino percepisce, sulle somme effettivamente vinte, il 5%.