Durante (Cgil Europa), bene presa distanza Francia da fiscal compact

Bruxelles, 2 ott. (Labitalia) – “Come sindacato, anche europeo, siamo convinti da tempo che le gabbie costruite attorno alle economie nazionali dal fiscal compact e dal patto di stabilità in una situazione di recessione, rappresentino la matematica impossibilità per un Paese di fare politiche espansive”. E’ la premessa da cui Fausto Durante, responsabile del Segretariato Europa della Cgil e componente del Comitato esecutivo della Ces (Confederazione europea dei sindacati), parte per commentare lo ‘strappo’ della Francia sul rigore europeo.
“Discuteremo di questo e di altro nella riunione della Ces che si terrà il 21 e il 22 ottobre -annuncia a Labitalia Durante- ma intanto posso dire che la posizione della Cgil è che, se la Francia rompe questa catena di vincoli, noi siamo d’accordo. Non a caso, la Cgil -ricorda Durante- ha promosso quattro referendum per cambiare la legge italiana di recepimento del fiscal compact”.
Insomma, dice Durante (che ha avuto una lunga esperienza nella Fiom), “se la posizione francese sarà confermata ufficialmente e dai fatti, saremo in presenza di una prima vera presa di distanza di un governo nazionale (di un Paese molto importante) dai vincoli europei, e noi l’appoggeremo”.
Ma tra pochi giorni, il 6 ottobre, c’è anche un altro importante appuntamento sindacale. “I leader delle principali organizzazioni europee e il vertice della Ces -spiega Durante- si vedranno a Roma, presso la sede della Cgil, in vista del summit europeo sul che si svolgerà a Milano l’8 ottobre, che appare purtroppo già caratterizzato da dilettantismo e approssimazione”.
Durante anticipa i contenuti del senso dell’incontro. “I sindacati europei -sostiene- diranno sostanzialmente tre cose: la prima è bisogna cambiare direzione rispetto alle politiche di austerità; la seconda è che occorre un piano straordinario di investimenti di almeno 2.500 miliardi in 10 anni e la terza, rivolta a Renzi, è che non è mai accaduto che il premier in carica per il semestre di presidenza Ue non abbia incontrato i sindacati europei sulle priorità per il lavoro”.
Fino a questo momento, “e siamo al 4° mese di presidenza -rimarca Durante- il premier non ha mai trovato il tempo per spiegare formalmente le priorità sul lavoro del semestre in Europa, cosa che nell’Ue è considerata obbligatoria”.