Il finto volto di sinistra del PD

Veltroni interverrà a sostegno della candidatura di Francesca Basanieri, il coalizzato nel governo nazionale con le forze di centro destra, si esprime tramite colui che maggiormente ha propiziato l’ esclusione delle forze di sinistra dal governo e dal parlamento,  infatti rifiutando l’ accordo di coalizione con la sinistra arcobaleno e ricorrendo abilmente al richiamo del voto utile, ha impedito che le forze di sinistra superassero la soglia di sbarramento, comportandone l’esclusione. L’assenza in  Parlamento di una forza che realmente, unitamente e coerentemente rappresentasse le ragioni e le istanze dei lavoratori, ha favorito il progressivo indebolimento dei loro diritti , Il attraverso suoi autorevoli esponenti quali il sin. Ichino, ha cominciato ad insinuare il dubbio che le conquiste ottenute con decenni di lotta fossero anacronistiche e che fosse inevitabile ammettere modifiche allo statuto dei lavoratori.

Nel nome della flessibilità del sia governi rappresentanti una sedicente sinistra, che governi di matrice berlusconiana, avevano già previsto una miriade di forme contrattuali alternative al contratto a tempo indeterminato, molti imprenditori spregiudicati sfruttarono a loro vantaggio le generose concessioni normative e, abusandone nella forma e nella sostanza, trasformarono la flessibilità  in precarietà, i cosiddetti atipici  divennero la norma e lavoratori  furono costretti ad accettare sottopagati e senza garanzie, svolti a volte in condizione che mettevano a repentaglio la loro e la loro stessa vita.

Che il PD fosse sempre più condizionato nelle scelte dalla potente lobby della finanza e dell’ imprenditoria, appariva già evidente, ma il signor Veltroni andò oltre, lo ammise pubblicamente nominando Calearo capolista alle elezioni del 2008. Calearo non era un imprenditore qualsiasi, erano note le sue posizioni intransigenti nei confronti degli operai e quando era a capo di Finmeccanica li aveva costretti, in una dura e prolungata contrapposizione, ad uno ad oltranza per ottenere un misero aumento contrattuale . Si era quindi ampiamente guadagnato l’ appellativo di “falco della Confindustria”

Le modifiche recentemente introdotte con il decreto lavoro sanciscono e perfezionano  il malcelato accordo PD-Confindustria realizzando quello che neanche i governi dichiaratamente di centro-destra avevano ottenuto. Queste modifiche legalizzano lo sfruttamento e consentono ad una azienda di assumere con una serie di contratti della durata di pochi mesi e per un periodo fino a 3 anni, senza fornire alcuna motivazione.

Ma come si suol dire una fatta male può sempre essere peggiorata e con l’ emendamento recentemente approvato, si è eliminato l’ obbligo di assunzione all’ eventuale superamento della soglia del 20% nella proporzione rispetto all’ organico aziendale. Chi ha ascoltato ed osservato il senatore Bonaiuti commentare questa notizia non ha bisogno di ulteriori commenti in quanto traspariva tutta la sua soddisfazione mista ad incredulità per come il PD avesse ceduto anche a questa loro ennesima e spudorata richiesta, eloquente è anche il momento nel quale si riferisce ad un PD che manteneva la sua connotazione di sinistra , il suo sorriso sotto i baffi tradiva la presadi consapevolezza del contrario.

E’ inutile sottolineare che nell’ eventualità il contratto non dovesse essere rinnovato a causa di una malattia od infortunio, di una gravidanza, di rivendicazioni salariali e/o contrattuali, della propria attività o ,di richieste di messa in della loro postazione lavorative etc… , sarà praticamente impossibile vedere riconosciute le proprie ragioni in sede giudiziaria. Ingiustizia è fatta.

Riferendomi ancora alle elezioni del 2008 ricordo come fu, da Veltroni e company,  ipocritamente sbandierato lo spauracchio berlusconiano e molti elettori, pur critici nei confronti del PD, hanno optato per quello che consideravano il male minore.

Tuttavia gli ignari ed ingenui elettori del PD si sono trovati l’ odiato nemico come alleato nelle coalizioni prima del governo Monti, poi di quello Bersani e di fatto nell’ attuale governo Renzi, questa era la prevedibile se non preordinata conclusione a cui si è giunti dopo che le varie coalizioni hanno ordito le loro trame con un occhio rivolto alla preservazione dello status quo, in osservanza del motto “cambiare tutto per non cambiare nulla” e con l`altro rivolto al proprio elettorato cercando di placarne il malumore senza assecondarne il volere.

In un meschino e ridicolo gioco delle parti i protagonisti di questa commedia tragicomica hanno voluto estromettere tutte quelle forze che potessero minare la loro egemonia, gli stessi politicanti che avevano invocato il voto utile, sbandierando lo spauracchio berlusconiano, erano pronti all’ ennesimo accordo di coalizione con l’ odiato avversario politico, questa disponibilità fu apertamente dichiarata con l’ affossamento della candidatura di Prodi, e con il rigetto della proposta del M5S rispetto alla candidatura di Rodotà, l elezione di Napolitano, già fautore del governo montiano di grandi intese, fece cadere la maschera di scena e sancì pubblicamente l‘ unione fra il PD ed il centro-destra.

Il mio auspicio è che gli elettori del PD prendano consapevolezza del fatto che il partito sia a livello nazionale che locale, ha tradito i tradizionali valori della sinistra, rappresentati da solidarietà, dalla tutela delle classi più deboli e svantaggiate, dalla difesa del lavoro e della dignità dei lavoratori, e sappia operare una scelta che non sia dettata dal meschino tornaconto personale che induca a salire sul carro del probabile vincitore, ma sia coerente con le proprie convinzioni ed ideali.

Di Francesco Rodolfo
Candidato n.9 alla carica di consigliere comunale del di nella lista di Rifondazione Comunista