Graziano Ceccarelli, il miglior primario per la chirurgia del San Donato

Ospedale San Donato
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Qualità, merito e competenza: i Popolari per Arezzo si congratulano con il nuovo direttore dell’unità di chirurgia
A Ceccarelli spetta il ruolo di sviluppare la robotica, formare una nuova classe di medici e riqualificare il reparto

AREZZO – I Popolari per Arezzo si congratulano con Graziano Ceccarelli, il nuovo direttore dell’unità operativa di chirurgia dell’ospedale San Donato. Il reparto tornerà dunque ad avere il proprio primario ad un anno dall’addio di Fabio Sbrana, con la Asl8 che ha riportato ad Arezzo un chirurgo di provata esperienza che già aveva lavorato al San Donato fino all’agosto 2013 come responsabile della chirurgia robotica.

Nato a Bibbiena 47 anni fa, Ceccarelli si è formato alla scuola del professor Casciola di Spoleto e ha poi operato nel comune umbro e a Nuoro, ma ora si prepara a tornare nella propria terra dopo aver vinto il concorso pubblico terminato a giugno. La notizia è stata accolta con particolare gioia dai Popolari per Arezzo che da anni si stanno impegnano nelle sedi istituzionali per mantenere alta la qualità e il prestigio del polo ospedaliero cittadino, e che hanno spesso richiesto a gran voce il concorso per assegnare il posto da primario di chirurgia e per risollevare il reparto dallo stato di confusione e incertezza in cui ha gravato negli ultimi mesi.

«Ci siamo battuti – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – perché a prevalere fossero la qualità, il merito e la competenza. La chirurgia è il motore dell’ospedale e rappresenta il termometro dello stato di salute di una struttura efficiente: salutiamo con gioia l’arrivo di Ceccarelli perché ha le carte in regola per guidare con qualità e prospettive un reparto che storicamente ha sempre rappresentato l’eccellenza del San Donato con medici del calibro di Bayon, Caloni, Lucacci, Ottaviani e Palazzi».

I Popolari per Arezzo augurano dunque un buon lavoro al dottor Ceccarelli, con la consapevolezza che il suo non sia un incarico di passaggio ma che possa garantire prospettive, crescita e stabilità alla chirurgia aretina. Al nuovo primario è infatti richiesto un triplice compito: sviluppare la robotica messa a disposizione dal Calcit, formare una nuova classe di giovani medici capaci di assicurare futuro al San Donato, e ristabilire un clima di fiducia, cordialità e serenità nel reparto che è chiamato a guidare.