Trasporti: 200 anni fa la locomotiva a vapore, madre di tutti i treni/Adnkronos (2)

(AdnKronos) – Nel 1829 la linea tra Liverpool e Manchester è quasi ultimata e i dirigenti della compagnia ferroviaria devono decidere chi costruirà le locomotive. L’appalto viene assegnato in modo del tutto non convenzionale e molto british: una gara, una sorta di corsa di cavalli, passione mai sopita nel Regno Unito. Solo che al posto dei quadrupedi ci sono le locomotive. Il nome del purosangue di ferro di Stephenson è profetico: Rocket, razzo. E lui, insieme alla sua locomotiva, a sbaragliare il campo.
L’inaugurazione della linea, l’anno successivo, è un vero evento, con un parterre d’eccezione, ricco di nomi di spicco dell’industria e del governo, primo fra tutti il primo ministro dell’epoca, il duca di Wellington. I festeggiamenti, però, vengono funestati dal primo incidente ferroviario della storia, in cui perde la vita un membro del Parlamento di Liverpool. Un evento tragico che però non ferma né la ferrovia, né il successo che ormai arride a Stephenson e alla sua locomotiva, ormai padroni dei binari.
E pensare che al posto di Stephenson avrebbe potuto esserci un altro britannico, di origini russe: Richard Trevithik, un omone di oltre due metri soprannominato il gigante della Cornovaglia. L’ex minatore di Wheal Treasury, con spiccate doti per l’ingegneria, realizza nel 1804 la Pennydarren, una locomotiva che può spingere a 5 miglia orarie 5 vagoni con 10 tonnellate di ferro e 70 passeggeri. Il motore da 7 tonnellate, però, è troppo pesante e spezza i binari in ghisa. L’invenzione è un flop e Trevithik getta la spugna. La storia del treno comincerà solo dieci anni dopo.