Arezzo Wave: “Marchio delle mie brame”

Mauro Valenti - Arezzo Wave

“Solitamente i proprietari di un marchio hanno interesse a valorizzarlo o a cederlo se non lo ritengono più utile. Il comune di Arezzo a cui ho dato la condivisione del marchio da più di venti anni ,quando per l’amministrazione Arezzo Wave era motivo di vanto e di promozione turistica, agisce in modo diverso.
Difficile da capire…
Dichiara di non aver interesse a realizzare Arezzo Wave (e di conseguenza a non valorizzare il marchio di sua comproprietà) ma vuole tenere il marchio tra l’altro non pagando la somma che abbiamo per loro anticipato per il rinnovo e da noi più volte richiesta.
Non esiste in economia nessuna giustificazione a tale comportamento. Volere una cosa (…o una persona) con l’obiettivo di fargli un danno non promuovendolo o togliendogli valore, è più simile a un marito che fa violenza alla moglie e gli impedisce di essere libera che non a una relazione commerciale.
Siamo ai livelli del dispettino infantile o del sadismo adulto, da manuale psicanalitico.
Abbiamo più volte chiesto spiegazione di questo comportamento al sindaco Ghinelli e all’assessore Comanducci ma non ci hanno mai dato risposta. Tra l’altro dicono di voler spendere soldi pubblici e quindi di tutti noi per tenersi questo marchio su cui non credono. L’ultimo e unico momento di contatto indiretto avuto è stato quando il sindaco si è dichiarato disponibile a “considerare Arezzo Wave se portasse i Rolling Stones o i Pink Floyd”. A una nostra richiesta di approfondimento della battuta (…così l’abbiamo ritenuta) nessuna risposta ci più è giunta.
Sarebbe bello ottenere delucidazioni visto che solitamente, in un mondo ideale, due proprietari di uno stesso prodotto dialogano tra loro. Tra un mese vi faremo sapere se da luglio 2015 data della prima richiesta di incontro fatta al nuovo sindaco saremo stati ricevuti dal socio di palazzo Cavallo.
Quello che ci sembra strano, come già detto, è che il comune dichiari di voler spendere soldi pubblici per tenere il marchio di un festival con cui dichiara di non esser interessato a collaborare.”

Mauro Valenti
Presidente fondazione Arezzo Wave Italia