Cervelli in fuga, sempre più giovani se ne vanno all’estero

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Gli italiani, soprattutto i più giovani, prendono armi e bagagli e vanno via dall’Italia: è il fenomeno degli expat, dei cervelli che fuggono dalle difficoltà della Penisola. Per trovare una nuova strada all’estero, dove spesso la vita è migliore e più gratificante rispetto a quella del Belpaese. La nuova ondata di migrazioni, naturalmente, ha alcune caratteristiche in comune con la “tradizione”: altre, invece, sono sensibilmente diverse. Da dove si parte? Dove si va? A che età si lascia l’Italia, e quali sono le mete preferite dagli expat di questa generazione?

Cervelli in fuga: i dati relativi alle nuove migrazioni

Le domande poste in precedenza, trovano una risposta più che completa nel recente rapporto compilato da Fondazione Migrantes. Rapporto secondo il quale, nel 2016, sono stati soprattutto i giovani under-34 ad abbandonare lo Stivale in cerca di fortuna all’estero. E i numeri lo sottolineano: 48.000 giovani hanno fatto la valigia e preso l’aereo, o il treno, superando i nostri confini. E portando all’8% il totale di italiani che attualmente vive in patria straniera. In sintesi, comprendendo tutte le fasce d’età, nel 2016 hanno scelto la vita da expat in 124.000. Da dove si parte? Soprattutto dal Sud e dalle Isole, e soprattutto dai paesi. E dove si va? La metà degli italiani all’estero rimane in Europa, mentre il 40% sceglie – ovviamente – gli Stati Uniti d’America. E l’età dei partenti? Sempre più bassa: in aumento gli expat dai 18 ai 34 anni. Ma partono anche i lavoratori over 34 e i pensionati, per ragioni economiche e fiscali.

Vita all’estero: quali difficoltà per gli italiani?

La prospettiva di un futuro migliore è uno stimolo fondamentale, per prendere una decisione di questo tipo. Nonostante i vantaggi, in realtà vivere da expat non è facile per nessuno. Sono infatti tante le difficoltà che emergono durante questo cambiamento radicale. La prima difficoltà, naturalmente, è il trasloco: ma non lo è più come un tempo. Gli expat di oggi, a differenza dei genitori e dei nonni, possono infatti contare su ditte che si occupano di trasporti internazionali come Blissmoving. Infatti oggi le vere difficoltà si trovano soprattutto ad un livello psicologico e sociale: l’ambientamento all’estero non è sempre scontato, perché l’impatto con nuove culture e nuovi costumi non è mai morbido. Ma questo impatto verrà risolto col tempo. Prima di arrivarci, però, esistono alcuni consigli utili da utilizzare in fase di pre-partenza. Intanto è meglio decidere con cognizione di causa la destinazione estera: anche per informarsi di tutto punto su visti e documenti richiesti. E bisogna cominciare a cercare un’occupazione dall’Italia, con grande anticipo. Lo stesso vale per l’alloggio. Inoltre, il tempo a casa può essere anche impiegato per frequentare i gruppi Facebook locali e per cominciare a fare amicizia.

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