Riforma del terzo settore: agevolazioni fiscali per no-profit e per chi dona

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Il registro unico nazionale
Il 2017 rappresenta un anno di cambiamento e di riconoscimento per chi dona e per le organizzazioni no-profit. Il 27 giugno di quest’anno vengono approvati in via definitiva gli ultimi decreti attuativi della legge delega per la riforma del Terzo settore. Questi vanno ad aggiungersi al decreto di costituzione della fondazione Italia sociale e a quello sul servizio civile universale. Nei i vari riconoscimenti,  quello di un registro unico nazionale degli “Enti di Terzo Settore” (ETS). Tale Registro unitario  funge da collante per le oltre 300mila associazioni di vario genere, che coinvolgono un numero di volontari pari a 5 milioni. Il registro unico nazionale viene, quindi, gestito dalle Regioni, sostituendo così la vecchia moltitudine di registri sino ad oggi esistenti (compresa l’anagrafe delle Onlus). Con ciò si prevede una uniformazione delle regole di accesso alla disciplina del codice del terzo settore, comprendendo  i nuovi regimi fiscali cui è destinata gran parte dei 190 milioni di euro previsti per l’attuazione della riforma.  Un regime fiscale del tutto omogeneo per gli Enti di Terzo settore garantirà una pianificazione del tutto uniforme del settore no profit. In attesa dell’attivazione del Registro unico nazionale, le Onlus, Odv, Aps potranno già dal 1° Gennaio 2018 accedere ad una serie di disposizioni capaci di agevolare questi enti, come le esenzioni dall’imposta sulle successioni, donazioni, ipotecarie e catastali in caso di trasferimento di beni destinati allo svolgimento delle attività.

Per chi dona
Il 2018 è sarà un  anno  importante anche per chi fa beneficenza attraverso donazioni verso enti come La lega del Filo d’Oro. Uno sgravio fiscale del 30% per chi dona agli enti del terzo settore, cifra che sale al 35 in caso in cui l’erogazione liberale sia a favore di una Odv.  Rispetto alle donazioni erogate da persone fisiche o enti privati, viene ammessa la deducibilità entro i limiti del 10% dichiarato. Ciò prevede il superamento del limite dei 70mila euro previsto precedentemente dal DI 35/2005.

Gli italiani: popolo generoso
Nonostante la crisi globale abbia saputo farsi sentire nelle casse delle nostre famiglie, gli italiani continua a contraddistinguersi come un popolo molto generoso verso le associazioni che si adoperano per il bene di chi ha di meno. Ciò viene testimoniato dai 4,5 miliardi versati nel 2015 a favore delle associazioni no-profit. Un dato, questo, che non conosce crisi e che continua ad aumentare ogni anno, se pensiamo al + 16% segnato nel 2016 rispetto all’anno precedente.