Casentino: nodo infrastrutture

Ausilio CNA: aziende fortemente penalizzate, serve volontà politica

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“Le aziende sono fortemente penalizzate dalla carenza di infrastrutture e da un sistema viario arretrato, la questione perdura da tempo e deve essere rapidamente presa in carico e affrontata”. E’ Tommaso Ausilio, Presidente CNA Casentino che, dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’amministratore delegato di Baraclit, torna sul tema e ne amplia la visuale.
“Il problema delle infrastrutture investe tutto il paese, non solo il nostro territorio, a partire dai costi di utilizzo in Italia molto più alti rispetto a quelli degli altri paesi europei. Il grido d’allarme partito da un’azienda leader nel settore delle costruzioni non può passare sotto silenzio in una vallata pesantemente colpita dalla crisi con incerte prospettive di crescita e sviluppo. Oggi in Casentino le aziende artigiane sono scese poco oltre la soglia delle 1000 imprese, segnale di un’emorragia di attività e posti di lavoro che non è destinata ad arrestarsi”.
“Prendo atto – continua Tommaso Ausilio – delle rassicurazioni della Baraclit dopo l’annuncio della chiusura: il mantenimento della sede, però, non sposta il problema di un disagio legato all’isolamento della vallata e al gap infrastrutturale, fattori che fanno impennare i costi di produzione e la competitività delle aziende del territorio.
“La strada di fondovalle è solo una delle questioni aperte; a questa si aggiungono un insieme di criticità legate all’insieme dei servizi infrastrutturali, dalle telecomunicazioni alle manutenzioni ordinarie che hanno ripercussioni anche sui servizi indispensabili al cittadino come la sanità. Il tema è ampio e non può essere trattato solo in una dimensione di vallata. Basti pensare che si completasse velocemente la strada di fondovalle, il punto di arrivo farebbe emergere un altro problema: le arterie aretine nelle ore di punta sono fin troppo intasate dal traffico cittadino e dei pendolari”.
Quanto al versante nord, il Presidente CNA Casentino osserva che “da troppo tempo non vengono fatti interventi sostanziali sulle altre due direttrici che interessano il Casentino, quella verso Firenze dal passo della Consuma e in direzione della Romagna attraverso il passo dei Mandrioli. Nessuno pretende opere faraoniche, ma i mezzi pesanti di oggi non sono più quelli degli anni ’50 e le capacità progettuali e gli strumenti tecnologici per realizzare opere adeguate ai nostri giorni non mancano. E’ sempre forse un problema di risorse ma anche di volontà politica a partire da un’efficace coordinamento degli enti locali”.