Fondazioni: De Felice, servono a riattivare ascensore sociale bloccato (2)

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(AdnKronos) – Un incremento del Pil “non è di per sé un obiettivo sufficiente – sottolinea De Felice -. Devono crescere anche il grado di coesione sociale, i livelli di inclusione, l’equità distributiva. Due aspetti sono, a mio avviso, rappresentativi della situazione italiana: sul fronte della formazione, la percentuale degli ‘early leavers’, giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno completato al massimo l’educazione secondaria inferiore, pari al 14% (2017) contro una media Ue del 10,6%. Esiste anche un evidente mismatch tra domanda e offerta di competenze, in particolare con riferimento alle materie scientifiche e tecnologiche”.
Sul fronte del mercato del lavoro, “il tasso di disoccupazione giovanile, pur in calo dai massimi, rimane su livelli molto elevati. Il tasso di occupazione delle donne, poco sotto il 50% a settembre, resta ancora lontano da quello maschile: la differenza è superiore ai 18 punti percentuali e si colloca tra le più elevate nell’Unione Europea. In base a stime di Banca d’Italia, se il tasso di occupazione femminile raggiungesse la soglia del 60%, avvicinandosi a quello maschile, produrrebbe un incremento del Pil pari al 9%”, evidenzia il capo economista di Intesa Sanpaolo.
“In un momento storico in cui il bilancio pubblico deve fare i conti con i vincoli sulla disponibilità delle risorse, le fondazioni bancarie possono offrire un contributo importante alla risoluzione di quelle ‘questioni aperte’ che impediscono al nostro Paese di agganciare finalmente un trend di crescita equilibrata, sostenibile ed inclusiva”, chiosa De Felice.