Luca Argentero diretto da Edoardo Leo al Teatro Verdi

Luca Argentero
Luca Argentero

Ultimo appuntamento del 2018 per la fortunata stagione del savinese

Giovedì 13 dicembre, con inizio alle ore 21:15, appuntamento al Teatro Verdi di con l’ultimo attesissimo spettacolo del 2018 di una stagione teatrale ancora ricca di ospiti e sorprese a cura di di , Fondazione Spettacolo onlus, Officine della Cultura e A.S. MonteServizi.

Ospite d’eccezione Luca Argentero, attore dal sorriso ammaliante, in un racconto di Gianni Corsi portato sulle scene da Stefano Francioni Produzioni per la regia di Edoardo Leo: “È questa la vita che sognavo da ?”. Dalle ore 19:30 apertura del bar del teatro per un gustoso aperitivo in attesa dell’apertura del sipario di un evento che fin dai primi giorni d’apertura della prevendita ha registrato il tutto esaurito.

In “È questa la vita che sognavo da bambino?” Luca Argentero racconta le storie di tre grandi personaggi dalle vite straordinarie, che hanno inciso profondamente nella società, nella e nella loro disciplina: Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba. Un racconto sviluppato sia dal punto di vista umano che sociale, con una particolare attenzione al racconto dei tempi in cui hanno vissuto, di tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani.

Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’ dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una devastata come quella del ’46, faceva simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano. Ma insieme alla polarità, sono arrivati nuovi sfidanti, in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.

Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo, è l’uomo stesso. Eppure, la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là, a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: sé stesso.

Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di San Remo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci, ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana, forse illusoria ma sicuramente spensierata, degli anni’80.

Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi.

Informazioni:
Monte San Savino
Teatro Verdi, Via Sansovino 66 – tel. 0575 810498
sabato 20.30 – 23.30 e domenica 15.00 – 18.30


Officine della Cultura, via Trasimeno 16, tel. 0575 27961 – 338 8431111
dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.00 e 15.30 – 18.00
Prevendite on line presso BoxOffice Toscana e Ticktone.
Biglietteria il giorno di spettacolo presso il Teatro con apertura alle ore 20.00.
Sito di riferimento: www.officinedellacultura.org.