Olio: Italia Olivicola chiede tavolo anti crisi, peggior annata secolo (2)

(AdnKronos) – “C’è però un altro effetto devastante dell’anno orribile dell’olivicoltura italiana: la drastica riduzione delle ore di lavoro per gli operai agricoli addetti alla fase di raccolta”, sottolinea Italia Olivicola. Nelle campagne pugliesi, calabresi e siciliane, rileva, “non c’è stata la frenetica attività che di solito caratterizza i mesi che vanno da ottobre a febbraio, offrendo a tanti lavoratori la possibilità di trovare un impegno occupazionale utile per il bilancio familiare”.
È tutto fermo da settimane, spiega Gennaro Sicolo: “Negli oliveti, nei frantoi, nelle cooperative non c’è lavoro, perché manca la materia prima di base e questo è un danno enorme per l’economia di ampi territori specializzati nell’olivicoltura”. L’ufficio studi di Italia Olivicola ha stimato la perdita di 1 milione di giornate di lavoro solo per la manodopera a tempo determinato assunta dalle imprese olivicole durante la fase della raccolta.
Le tre regioni maggiormente colpite dalla crisi produttiva assorbono il 47% della manodopera a tempo determinato dell’intera agricoltura nazionale, essendo aree agricole ad alta vocazione ortofrutticola ed olivicola, settori questi caratterizzati da una elevata concentrazione temporale dei fabbisogni di lavoro. “Rivolgo un appello ai politici regionali e nazionali affinché si prenda atto della crisi del sistema olivicolo italiano e vengano attivate misure straordinarie per arginare l’impatto devastante che la mancata produzione determina a carico di tutti gli operatori della filiera”, aggiunge Sicolo. “In questo periodo così difficile bisogna assolutamente aumentare i controlli sugli oli provenienti da altri Paesi affinché non siano spacciati per italiani attraverso carteggi e magheggi vari”, conclude.