Palermo: morì dopo un pugno in viso, dodici anni all’aggressore

Palermo, 21 dic. (AdnKronos) – Morì dopo cinquanta giorni di agonia in seguito a un pugno sferrato in pieno viso per una banale lite. Oggi il gup del Tribunale di Termini Imerese (Palermo) Claudio Emanuele Bencivinni ha condannato l’aggressore a 12 anni di carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Francesco Impellizzeri, camionista di 60 anni, era stato aggredito l’8 aprile 2017 da Francesco Mineo, 46 anni, per futili motivi davanti ad un bar di Bagheria. In seguito al pugno ricevuto era caduto battendo violentemente la testa. Per un mese e mezzo era rimasto ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Civico. Il 29 maggio a causa delle gravi ferite riportate sulla testa l’uomo, padre di due figli, morì. L’accusa, rappresentata dal pm Annadomenica Gallucci, aveva chiesto 16 anni di carcere.
In base a quanto era stato riferito da alcuni testimoni, tesi avvalorata grazie a un video che aveva ripreso le fasi dell’aggressione a Impellizzeri, i due avrebbero avuto un’animata discussione, poi Francesco Mineo, 46 anni, avrebbe sferrato un pugno a Impellizzeri, poco dopo trasportato al Civico per la grave ferita alla testa. Il 46enne era stato rintracciato ed arrestato dai carabinieri per lesioni personali aggravate, ma la sua posizione, dopo la morte della vittima, si era aggravata. L’imputato era difeso dall’avvocato Antonio Busuito e la parte civile, cioè i familiari della vittima, la moglie e i figli, erano difesi dagli avvocati Cinzia Di Vita e Filippo Gallina.
Impellizzeri era molto conosciuto a Bagheria. “Era un padre di famiglia – avevano raccontato gli amici dopo l’aggressione – una persona pacifica e gentile. Non riusciamo a credere a ciò che gli è successo, chi lo ha aggredito deve pagare per la sua morte”. Oggi è arrivata la sentenza.