Società Storica Aretina: conferenza di Piermario Bevivino

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Piermario Bevivino parlerà sul tema “Due aretini al fronte con la macchina fotografica”

Ultimo appuntamento, martedì 4 dicembre, del ciclo di conferenze “La Grande Guerra lontano dal fronte, il caso di Arezzo”, organizzato dalla Società storica aretina, con il patrocinio del Comune di Arezzo, in occasione del primo centenario della fine della Prima guerra mondiale. Alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, in appendice al ciclo di conferenze Piermario Bevivino parlerà sul tema “Due aretini al fronte con la macchina fotografica”.

Nel corso della conferenza verranno presentate un centinaio di fotografie scattate da due ufficiali aretini, Domenico Brami e Alberto Valentini, durante la Prima guerra mondiale, sul fronte orientale italiano. Brami scattò circa 250 foto, Valentini circa 150, che sono oggi tutte conservate presso la biblioteca del Seminario di Arezzo. Brami era un cappellano militare di fanteria di media età che, a diretto contatto col nemico in prima linea, si servì della macchina fotografica a scopo di documentazione amatoriale. Valentini invece era un tenente appena ventenne del Genio Aeronauticoe il rilevamento delle postazioni nemiche, dall’alto, a bordo di aerostati, rientrava nei suoi compiti tattici. Fotografò trincee, armamenti, consistenza numerica del nemico, oltre ad aerei italiani. Terminato il conflitto, Brami e Valentini tornarono ad Arezzo stressati da una lunga guerra, ma vivi. Brami era anche stato ferito. Entrambi ottennero medaglie al valore in riconoscimento del loro coraggio. Le foto, sviluppate dagli stessi autori, erano diventate in alcuni casi illeggibili e soltanto un restauro accurato le ha riportate alla originaria nitidezza e leggibilità.

Piermario Bevivino, 76 anni, laureato in Chimica industriale, direttore del Laboratorio chimico d’igiene e profilassi di Arezzo dal 1985 al 2000, che aveva lo scopo di controllare alimenti, acqua, aria, suolo e rifiuti. Perito dei tribunali di Arezzo e di diverse città del centro-Italia in materia ambientale e di droghe. Suoi articoli scientifici sono apparsi in riviste specializzate e di carattere storiografico.

Curato da Luca Berti, il ciclo di conferenze giunto alla conclusione si è occupato del grande sforzo logistico che accompagnò in tutta la Penisola la guerra combattuta fra il 1915 e il 1918 nel Friuli e nel Veneto. La guerra finì con il coronare il processo di unificazione nazionale, ma dopo la “rotta di Caporetto” rischiò di mettere a repentaglio la tenuta del giovane Stato nazionale. L’approfondimento del “caso di Arezzo” si è proposto di mettere in luce le drammatiche vicende che precedettero, accompagnarono e seguirono il conflitto e le epocali ripercussioni che l’evento ebbe sulla comunità locale, sotto il profilo sociale e politico.

Il prossimo ciclo di conferenze, in programma a partire dalla fine del mese di gennaio, sarà dedicato ai vescovi della Diocesi aretina. Come di consueto, gli incontri in programma all’Auditorium Ducci sono ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti.