“Arezzo nel Settecento: politica, cultura, arte”, martedì 5 novembre conferenza di Claudio Santori

Sarà Claudio Santori a tenere, martedì 5 novembre alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino la quarta conferenza del ciclo “Arezzo nel Settecento: politica, cultura, arte”, organizzato dalla Società storica aretina, con il patrocinio del Comune di Arezzo. Il tema trattato, “La vita musicale: prassi e occasioni”, va ad integrare il quadro della vita sociale e culturale aretina allo scorcio dell’età moderna, delineato nei precedenti incontri.

Nell’immaginario cittadino si è imposto ormai da qualche tempo il binomio Arezzo-Casa della Musica, ma forse neppure chi ha coniato il felice slogan sa quanto davvero Arezzo si sia connotata attraverso i secoli proprio per l’attività musicale. A parte Guido Monaco (che peraltro basterebbe da solo a fare la gloria di una città), nel Seicento Arezzo ha visto crescere e giungere a risultati di assoluto rilievo la tradizione polifonica con maestri come Paolo Aretino e Orazio Tigrini (sul cui “Compendio della Musica” ha studiato per almeno due secoli tutta l’Europa) ed è nato ad Arezzo Antonio Cesti, autore di quel “Pomo d’oro” che è la più importante opera della seconda metà del “secolo d’oro”, mentre nell’Ottocento Cosimo Burali Forti ha coniugato la tradizionale vena operistica con una straordinaria vocazione per la musica strumentale. Nel Settecento, pur non avendo prodotto musicisti di vaglia, Arezzo ha offerto, grazie allo sviluppo dei teatri e alla ‘rivalità’ fra la Cattedrale e la Pieve di S. Maria, concattedrale, un’attività musicale vasta, continua e di ottimo livello.

Claudio Santori, letterato, musicologo e critico musicale, ha all’attivo una cinquantina di pubblicazioni fra articoli e saggi musicologici e storici, nonché monografie su Orazio Tigrini, Giuseppe Pietri, Cosimo Burali Forti e Arturo Benedetti Michelangeli (edito da Olschki). Ha pubblicato e fatto rappresentare atti unici teatrali. Fra le composizioni si ricordano la “Canzon da Sonare” per flauto e clavicembalo (edita da Carisch ed incisa su disco Eterson dal flautista Giovanni Gatti) e la suite “Nomo Pitico”, aulodia in cinque parti per oboe e corno inglese, eseguita con pieno successo nel 1999 al congresso mondiale delle doppie ance a Phoenix negli Stati Uniti d’America. Cavaliere ufficiale della Repubblica italiana, Santori è stato nominato nel 2008 da Nicolas Sarkozy “Chevalier dans l’Ordre des Palmes Academiques”. Ha collaborato con la cattedra di Storia della Musica dell’Università di Siena.
Curato da Luca Berti, il ciclo di conferenze vuole riportare l’attenzione su un secolo a torto trascurato dalla storiografia locale perché considerato grigio e privo di originalità. Al contrario, le vicende politiche, culturali ed artistiche della città meritano di essere approfondite per comprendere appieno i rapporti in essere, sia all’interno di Arezzo fra i ceti e le istituzioni, sia con le città limitrofe, prima fra tutte la ‘dominante’ Firenze, per inquadrarne la natura profonda e gli sbocchi che ebbero a fine secolo e nell’Ottocento.
La successiva conferenza, “Le espressioni del Barocco nell’edilizia civile e religiosa”, è in programma il 19 novembre e sarà tenuta da Anna Pincelli.
Come di consueto, gli incontri in programma all’Auditorium Ducci sono ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti.