“Arezzo una città senza plastica”: l’atto di indirizzo di Francesco Romizi e Donato Caporali

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Francesco Romizi
Francesco Romizi

“Noi ci crediamo. E speriamo che ci creda anche il Consiglio Comunale dove, iscritto all’ordine del giorno dei suoi lavori, è comparso per la prima volta”. Così i consiglieri comunali Francesco Romizi e Donato Caporali commentano la presentazione dell’atto di indirizzo “Arezzo: una città senza plastica” e proseguono: “lo riteniamo possibile. D’altronde, in questo caso, oltre a rispondere ai propri convincimenti personali, ci facciamo portavoce proprio delle istanze del comitato Arezzo Possibile, che ringraziamo insieme alla referente Elena Alberti, che ha smosso le acque, sollevato l’allarme e proposto l’eventuale soluzione. La richiesta che facciamo? Basta plastica nel territorio del Comune di Arezzo”.

Non sarà un obiettivo a breve termine, per questo Romizi e Caporali chiedono a sindaco e giunta di promuovere ogni azione per giungere a una prima riduzione graduale della plastica monouso presso tutti gli uffici comunali, le sale conferenze, i centri civici, le scuole e le mense, sostituendola con alternative biodegradabili e riutilizzabili. 

“È il passo propedeutico a una campagna di sensibilizzazione indirizzata ai dipendenti comunali, alle scuole, alle aziende e a ogni cittadino per fare capire quanta incidenza negativa abbia la dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica. Dopo di che, andranno studiati strumenti adeguati affinché si possa arrivare alla cessazione dell’utilizzo di plastiche usa e getta per le attività di ristorazione e di vendita, per gli esercizi commerciali, per gli organizzatori di eventi, feste e sagre. Gli strumenti possono essere vari: sgravi fiscali o altri tipi di incentivi, la creazione di un elenco di esercizi commerciali “plastic free”, eco-compattatori sul territorio per incrementare la raccolta e il recupero delle bottiglie di plastica e dei contenitori in alluminio. È il momento comunque di invertire la rotta: la produzione di massa di plastica e la sua dispersione stano causando ingenti danni economici e ambientali. Il 24 ottobre dello scorso anno il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di direttiva2 della Commissione Europea per mettere al bando, a partire dal 2021, alcuni prodotti in plastica come posate, bastoncini cotonati, cannucce e bastoncini per palloncini e attrezzi da pesca, che, insieme, rappresentano il 70% dei rifiuti marini in Europa. Entro il 2025, gli Stati membri dovranno raccogliere e riciclare il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande. All’elenco delle materie plastiche vietate vanno inoltre annoverati sacchetti,imballaggi e contenitori per fast-food in polistirolo espanso.

Insomma, la sensibilità sta crescendo a livello continentale. Se consideriamo che nel riciclo degli imballaggi l’Italia è un’eccellenza europea, perché non diventarlo anche nel riciclo della plastica? E perché non fare di Arezzo, invece che sulle mense scolastiche, una città modello per questo?”.