Il futuro delle Acli regionali si delinea in terra d’Arezzo

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Sabato 23 marzo, dirigenti e responsabili delle provincie di tutta la Toscana si ritrovano a San Leo

Le Acli regionali si ritrovano in terra d’Arezzo per tracciare il futuro dell’associazione in Toscana. Sabato 23 marzo, il circolo di San Leo ospiterà i dirigenti e i responsabili dei servizi di tutte le provincie per una giornata di confronto e di riflessione che definirà le strategie operative, organizzative e programmatiche per essere sempre più prossimi ai bisogni dei territori e delle persone.L’iniziativa sarà aperta da una riflessione dell’accompagnatore spirituale delle Acli di Arezzo don Aldo Celli, poi il presidente regionale Giacomo Martelli coordinerà i lavori che si svilupperanno in un doppio momento: la mattina sono in programma gruppi specifici di approfondimento di singole tematiche che saranno seguiti dalla condivisione e dalla discussione tra tutti i presenti.

L’incontro permetterà di trattare i vari aspetti alla base dell’operato delle Acli, a partire dalla componente aggregativa sui territori rappresentata dai circoli che devono rivedere il loro assetto per configurarsi sempre più come luoghi di condivisione e di sviluppo di idee. Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alla necessità di un maggior coinvolgimento dei giovani per fornire loro occasioni di crescita e prospettive lavorative attraverso anche il servizio civile. Il terzo argomento è rivolto al potenziamento dei servizi di Patronato e Caf per aumentarne le sinergie operative e per rispondere con maggior efficienza alle rinnovate richieste dei cittadini, infine un focus sarà dedicato all’impegno sociale nei confronti del welfare per individuare quelle misure necessarie per combattere le povertà e favorire la costruzione di benessere collettivo. «L’incontro di San Leo -commenta il presidente provinciale Stefano Mannelli, – sarà un’occasione per fare il punto sugli obiettivi, sugli strumenti e sugli indirizzi delle Acli, avviando una condivisione di buone idee e di buone pratiche tra tutte le provincie della Toscana che è necessaria per mantenere il nostro operato attuale, capillare e vicino alle esigenze della gente».