BalloMania: in città tutti pazzi per il ballo

Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta” afferma lo scrittore e saggista giapponese Haruki Murakami.
Bambine che sognano di piroettare sul palco indossando un magico tutù.
Ragazze che, tra canto e ballo, sognano di diventare popstar.
E di tutte le età che più semplicemente desiderano ballare un lento con qualcuno che non pesti loro le scarpe.
Complice il successo di trasmissioni televisive come Ballando con le stelle, ormai da qualche anno la nostra città scopre una vera e propria passione per la , tra , svago ed anche moda.
Alzi la mano chi non ha visto in questo periodo, almeno con la coda dell’occhio, un manifesto pubblicitario che promuove le attività di una scuola di danza?
Le sono piene zeppe di cartelloni più o meno grandi e sempre coloratissimi che invitano a lezione di prova gratuite.
Il messaggio è più o meno sempre lo stesso.
A nessuno importa se balli male. Alzati e balla. Un ballerino è grande non grazie alla sua tecnica ma alla sua passione” come affermava la ballerina e coreografa statunitense Martha Graham.
Osservando con attenzione i manifesti che dipingono la città ho percepito che la danza, così come il canto, è considerata anche ad una espressione artistica piacevole e per così dire fattibile, poiché ha come mezzo di espressione soltanto il corpo.
La danza del resto è anche l’unica arte che si avvale insieme del tempo e dello spazio.
Mi sono allora chiesto perché alle feste le ragazze si muovano al ritmo della con grazia e disinvoltura mentre i , nella maggior parte dei casi, sembrino degli attaccapanni?
E perché le donne in generale amino scatenarsi in pista, mentre i maschi siano così restii a dimenarsi?
Forse molti hanno ascoltato e amato, come me, il disco del 1986 della Steve Roger Band dal titolo I duri non ballano?
Insomma perché il gentil si trova perfettamente a proprio agio in discoteca e il forte sembra imbalsamato?
Credo sia indubbio che i ragazzi e gli uomini siano mediamente più impacciati nella pista da ballo rispetto alle donne.
Eppure leggendo i manifesti che promuovono le scuole di danza aretine pare intravedere una correlazione tra l’essere felici e la danza.
E allora viene da suggerire anche ai maschi: siate felici, ballate!

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Tutte le pubblicità ricordano che ballare fa bene alla salute di mente e corpo.
Ballare è certamente un impegno.
Prepararsi, uscire, incontrare persone con le quali condividere una passione.
Sperimentare nuovi passi, ascoltare musica diversa è un triplice impegno: fisico, mentale, ed emotivo.
Le scuole di ballo sono come tribù.
Si creano legami veloci ed unici, si crea una sorta di amicizia stretta.
Ho raccolto alcune frasi riportate nei manifesti affissi addivenendo che tutte ma proprio tutte le scuole di danza aretine concordano sul fatto che il ballo è prima di tutto un’attività fisica, perché ballando ci si allena, si lavora su tono muscolare ed elasticità.
Il corpo si modella e si tonifica.
I balli più indicati, in questo caso, sono però i latino americani.
Ballare corregge la postura, aiuta insomma ad aumentare la coordinazione e ad acquisire armonia e scioltezza.
Ballare aiuta a prendere coscienza del proprio corpo.
Ballare fa anche molto bene a cuore e polmoni perché aumenta la resistenza polmonare e mantiene il cuore allenato, molto più di una camminata.
Ho letto che il Centro Cardiologico Monzino di Milano, specializzato nella cura e ricerca delle malattie cardiovascolari, consiglia il tango come pratica riabilitativa e di prevenzione a lungo termine.
Davvero incredibile.
Ballare è anche un ottimo antistress, una sorta di meditazione in movimento che libera la mente dall’ansia.

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Un manifesto quest’anno mi ha incuriosito molto con un messaggio diretto, esplicito.
Ballare aiuta a trovare l’anima gemella.
Finalmente c’è chi parla chiaro e scrive nero su bianco che mentre si balla, oltre al contatto fisico, soprattutto in balli di , i ruoli uomo-donna si ripresentano sotto forma di mascolinità e femminilità, scoprendo così molte dinamiche tipiche della .
Pubblicità fantastica!
Molto azzeccato a mio parere anche il messaggio pubblicitario che ballare aiuta a rimanere .
Una amica medico, provetta ballerina, mi ricorda che la danza ha effetti benefici sul controllo muscolare e sull’elasticità delle articolazioni, e può ritardare i sintomi del morbo di Parkinson e di Alzheimer.
Alcuni studi americani affermano che la danza fa bene al cervello, perché un cervello elastico e attivo può tenere costante o aumentare il numero di connessioni tra neuroni e contrastare così l’età e la demenza senile.
Io non so ballare.
Mi dispiace tanto ma i miei piedi proprio non riescono a muoversi con grazia seguendo il tempo.
Ho però ben chiaro che ballare è assai divertente e aiuta a socializzare.
Ecco perché le pubblicità delle scuole di danza mi incuriosiscono e mi mettono sempre di buon umore.
Il ballo in fondo è allegria.
Il ballo, così come la lettura, stimola il cervello a produrre endorfine, le sostanze che danno benessere ed euforia.
Ballare, soprattutto in gruppo, permette di socializzare, di trascorrere del tempo con altre persone.
Di fare nuove amicizie continuando magari a frequentare le vecchie.
Fatto assai rilevante in una società ormai troppo 2.0.

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Quindi, indipendentemente dalla motivazione che spinge ogni persona ad avvicinarsi alla danza, credo che ballare sia un gran bel modo di impiegare il proprio tempo.
Cantate e danzate insieme e siate felici, ma fate in modo che ognuno di voi sia anche solo, come sono sole le corde di un liuto, sebbene vibrino alla stessa musica” scrive Khalil Gibran.
E in un momento storico come questo dove è diventato imprescindibile comprendere la profonda essenza della vita, il significato del suo divenire e non dell’apparire, credo che ballare un po’ non faccia per niente male.