Bardelli interviene sulle mense scolastiche: “la centralità del bambino sia l’elemento guida delle scelte”

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Roberto Bardelli

L’intenso dibattito che si è creato intorno alla questione del centro unico di cottura, con alcuni momenti di attrito e altri di condivisione, fa ben capire come l’argomento sia molto sentito. Dopo quaranta anni è evidente che ci vorrà un cambio di passo e di mentalità e il fatto che si sia creato questo dibattito a tutti i livelli è una cosa molto positiva. Un indice di partecipazione e dialettica, fondamentale quando si discute di qualcosa che inciderà nelle scelte dei prossimi anni.

È  mia profonda convinzione partire da un concetto principale: il servizio mensa oggi è visto a livello nazionale come un servizio pubblico a domanda individuale. Penso che dovremmo passare al concetto di mensa come servizio pubblico essenziale, riconosciuto come tempo-scuola, come “ora di lezione”, garantendolo a tutti i bambini che lo chiedono, così come esiste il diritto allo studio o il diritto alla salute. È proprio il bambino che deve tornare a essere centrale in questo genere di scelte perché è lui il futuro della comunità.

Trasformando il concetto di mensa come servizio pubblico essenziale, si possono attivare concretamente iniziative di educazione alimentare, dal riciclo alla riduzione degli sprechi, di promozione del cibo di qualità e di sana alimentazione.

È poi mia personale idea che se si dovesse fare un unico centro di cottura, moderno e dotato di ogni accortezza che le norme stringenti impongono, sarebbe meglio che il Comune si prendesse carico di costruire una struttura adeguata e funzionale, da poter dare eventualmente in gestione ma restando vigile controllore, potendo intervenire in caso di problemi.