Carlettini: “Ferie solidali la solidarietà fra colleghi è sempre un segnale di civiltà”

Giovanna Carlettini
Giovanna Carlettini

Dichiarazione della capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Giovanna Carlettini

In un ambiente di lavoro s’instaurano amicizie e legami. È certamente uno degli aspetti più positivi della vita professionale. Quando fra colleghi scatta il sostegno reciproco, le condizioni di un ufficio e di un servizio migliorano sensibilmente. Ci sono anche strumenti legislativi per dare corpo a questa solidarietà, uno di questi sono le cosiddette “ferie solidali”.
Pensate per permettere ai colleghi di cedere a titolo gratuito ad altri colleghi le ferie nel caso in cui questi ultimi debbano prestare assistenza costante a un figlio minore con particolari esigenze mediche e di salute, le ferie solidali potrebbero essere estese anche ad altre fattispecie: perché un genitore o un coniuge non devono avere pari dignità in questi casi? Dove sta la ratio di una norma che resta ingessata a una sola ipotesi, seppur importante come quella dei figli, e non può essere applicata analogicamente?
Con un atto di indirizzo chiederò di conseguenza al Consiglio Comunale di deliberare in merito: un pronunciamento politico dell’assemblea su un tema che coinvolge un principio di civiltà, sarebbe un segnale importante. Altre realtà in Italia, ad esempio in Piemonte, hanno già provveduto a estendere la possibilità di utilizzare le ferie solidali anche per se stessi o per un familiare.
Ovviamente, le ferie solidali dovrebbero essere disciplinate in modo tale da venire incontro a reali esigenze dei dipendenti bisognosi, esigenze motivate e documentate. Ma se queste fossero le premesse, perché proprio un ente locale dovrebbe impedire questa forma di solidarietà? E perché il Comune di Arezzo dovrebbe rinunciare a fare scuola su questo terreno?