C’è l’accordo per il futuro della Rsa di Castel San Niccolò

La struttura sarà riqualificata e messa in . Nessun trasferimento per gli ospiti

L’Unione dei Comuni Montani del ha approvato la proposta di project financing per la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’immobile presentata dalla cooperativa Comars Onlus di . Grazie a questa proposta saranno evitati disagi agli ospiti, che quindi non dovranno essere più traslocati entro settembre a causa degli interventi di consolidamenti di cui necessitava con urgenza la struttura. I infatti prenderanno il via entro l’anno e saranno organizzati in modo da consentire agli di rimanere nell’immobile, spostandosi all’interno in base agli stati di avanzamento dei lavori programmati. Il progetto presentato dalla cooperativa e approvato dall’Unione dei Comuni, prevede non soltanto la messa in sicurezza e la riqualificazione esterna e strutturale dell’immobile, ma anche interventi di abbellimento e migliorie interne con l’acquisto di nuovi arredi e dotazioni strumentali. Il percorso è già stato approvato e attivato, nelle prossime settimane quindi proseguiranno i passaggi successivi con la pubblicazione del relativo bando per l’affidamento del project. “Siamo soddisfatti del progetto presentato e dall’accordo raggiunto con la cooperativa – ha commentato Eleonora Ducci, assessore alle politiche sociali nell’Unione – la Rsa di Castel San Niccolò è una realtà importante per tutta la vallata in quanto gli ospiti provengono da tutti i comuni limitrofi e aver trovato l’accordo per procedere a breve con la ristrutturazione, la valorizzazione e la messa in sicurezza dell’immobile senza generare nessun disagio negli ospiti, è una bella notizia per tutto il territorio”. L’Unione dei Comuni Montani inoltre, con riferimento ai casi di maltrattamento avvenuti all’interno della Rsa durante lo scorso anno, non è stata giudicata in alcun modo responsabile civile dell’accaduto. A deciderlo è stato il Gup che si è pronunciato in merito due giorni fa, ribadendo la completa estraneità dell’ente nella vicenda. L’Unione dei Comuni Montani quindi si costituirà parte civile nel processo insieme alle famiglie delle vittime dei maltrattamenti.