Entro tre anni la supermensa con risorse comunali

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Bocciata la proposta del comitato “Giù le mani dalle mense”

“La delibera proposta dal comitato “Giù le mani dalle mense” circa il mantenimento di nove delle dodici attuali cucine è stata considerata per la città di Arezzo come una proposta astratta, ideologica, illogica, incoerente, e avendo di fronte una prospettiva temporale di decenni, addirittura peggiorativa. Del resto, solo in una prospettiva oppositiva per partito preso, si può suggerire ad una amministrazione di allargare le cucine e restringere le aule: perchè questo sarebbe stato il risultato qualora avessimo seguito la proposta della delibera, certamente sostenuta dal comitato ma, oggi ne abbiamo le prove, sponsorizzata dall’opposizione, per loro stessa onesta ammissione. Gli altri stimoli invece, presentati dall’Avvocato Catalani – che personalmente ringrazio per i toni sempre opportuni – spazzato via dal tavolo del ragionamento il secondario aspetto del numero delle cucine svincolato dalla qualità del servizio, sono tutti pienamente ricevibili e rappresentano contributi importanti e in parte già fatti propri dall’Amministazione. Ciò che è evidente oggi, è che sono avvenute due cose: primo, la città di Arezzo sta scrivendo un modello nuovo di refezione scolastica capace di puntare all’eccellenza senza perdere di vista la realtà: secondo, viene espulso dal dibattito politico il suggerimento di mantenere l’attuale situazione che si sorregge in un modello misto, tutto sommato modesto, ormai attardato rispetto alle esigenze di questa città e pure spurio, visto che se proprio si voleva fare riferimento al modello di Cremona la battaglia non doveva essere per salvare nove cucine ma per costruirne altre 46. La quale cosa si commenta da sola. Per quanto mi riguarda la fase della contrapposizione, se mai da pare nostra ci sia mai stata, finisce qui. Oggi il Consiglio Comunale ha respinto la proposta del Comitato e ha dato mandato al Sindaco, a me e alla Giunta di scrivere una pagina nuova e di portare avanti quella rivoluzione tranquilla che dagli anni Settanta questa città aspetta. Ecco quindi come cambia il modello: 1. non più 12 cucine ma 4; 2. dominio dell’amministratore comunale che costruirà con risorse proprie uno Spazio di Educazione e Sicurezza Alimentare, nuovo e moderno punto di produzione che riassumerà le nove piccole cucine sulle quali non è possibile intervenire in maniera strutturale. Non ci affideremo quindi a nessun privato per costruire la nuova struttura che sarà pensata dividendo filiere di produzione e lavorazione, preparazione separata per i bambini con patologie allergeniche così da eliminare del tutto il rischio di contaminazione, menù diversificati per materne, elementari e medie; 3. tavolo permanente con medici, operatori, famiglie ed educatori; 4. 58 punti di Educazione e Sicurezza Alimentare per momenti informativi in ogni singola scuola; 5. prodotti a km 0 e km vero, prodotti biologici, locali e del territorio, presenza di spazi per comitati mensa e associazioni di famiglie e operatori, zero spreco e risparmio energetico. Arezzo non copia modelli ma li costruisce”.